Aglio, coltivazione e proprietà

Tra le piante più utilizzate in cucina, l’aglio appartiene alla famiglia delle Liliacee, capace di fornire un prodotto ricco di aromi, che trova ampio uso anche nella medicina tradizionale. La pianta come si sa fornisce un bulbo formato da spicchi, facilmente sbucciabili. In Italia si distinguono l’aglio bianco che si conserva più facilmente, e l’aglio rosa, di maggiori dimensioni, adatto per essere consumato sul momento.

Non esistono delle vere varietà, ma numerosi ecotipi, cioè delle piante con particolari proprietà che si sono affermate in una zona di produzione, raggiungendo degli standard di omogeneità nel tempo, tali da far parlare di specificità. L’aglio come coltivazione tende a rendere meglio in terreni sabbiosi, calcarei, ricchi di sostanze organiche. È una pianta molto resistente, si adatta elle condizioni climatiche, ma la temperatura può influire sulle proprietà del prodotto. Di norma la zona ideale non prevede degli inverni troppo freddi e delle zone troppo piovose, perché i ristagni potrebbero farlo marcire.

L’aglio proviene dall’oriente, ma una volta che è stato piantato in Europa ha conosciuto ampia diffusione in tutto il mondo, era peraltro coltivato dai romani e dai greci, che ne facevano ampio uso. L’aglio si può coltivare anche negli orti, associato alle insalate, alle fragole o ai ravanelli.

La preparazione del terreno per la coltivazione è tutto sommato semplice, le piante di aglio bianco si seminano in novembre, mentre quelle rosa a febbraio-marzo. La coltura dura da 4 a 8 mesi, dipende se la semina è stata fatta in primavera o autunno. Si raccoglie tra giugno e luglio nel nord Italia, in gennaio-febbraio nel Mezzogiorno, quando le foglie sembrano essiccarsi. A quel punto basta estrarre dolcemente i bulbi che formano delle teste, normalmente confezionate in trecce o mazzi.

Le proprietà dell’aglio

Da tempi molto remoti ha trovato ampio impiego nella medicina popolare, dato che gli sono state attributi diverse proprietà mediche, terapeutiche. In particolare avrebbe una sperimentata azione antisettica e antibatterica sia sull’apparato respiratorio, sia su quello gastro-intestinale. Farebbe anche abbassare la pressione sanguigna, dando un beneficio complessivo all’organismo. È considerato nei fatti un antibiotico naturale.

Si dibatte molto se consumarlo a crudo o cotto, nella cucina italiana è particolarmente usato per le salse, per condire il pesce e anche in preparazioni semplici, sempre come aromatizzante aggiuntivo.

Nella cultura popolare l’odore forte che lascia nell’alito ne sconsiglia l’uso estensivo nella ristorazione, non si dovrebbe mai esagerare ed è sconsigliato in chi ha ulcera o soffre di gastrite, perché può dar luogo a irritazioni.

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