Chi è Greta Thunberg

Potrebbe essere quasi scontato che la quindicenne che ha mobilitato i giovani del globo a scioperare per l’ambiente provenga dalla Svezia, una delle Nazioni più evolute e più all’avanguardia per la lotta all’inquinamento. Vediamo un po’ chi è e perché la sua missione è importante.

Sciopero ogni venerdì

Scioperare ogni venerdì, e farlo per l’ambiente. Saltare scuola, università, lavoro in alcuni casi per stanziare di fronte al municipio, al parlamento, alla piazza, in tutti quei luoghi che rappresentano la politica e i suoi rappresentanti.

Scioperi pacifici fatti per protesta al cambiamento climatico, al riscaldamento globale, qualcosa che viene dal basso con proposte concrete, ovvero la riduzione delle emissioni del 50% entro il 2030, e del 100% dentro il 2050, con conseguente valorizzazione della conoscenza scientifica e maggiore consapevolezza sul tema.

Niente slogan – o, meglio, non solo quelli – in favore di proposte concrete condivisibili da tutti. La storia di Greta, comunque, non è per niente facile. È una delle tantissime persone che in Svezia soffrono di depressione (nel Paese è un problema sociale molto grande), malattia che ha conosciuto all’età di 11 anni, cui si aggiunge anche la sindrome di Asperger, disturbo che tipicamente fa vedere le cose in dualismo binario (o tutto bianco o tutto nero).

Ecco perché la sua battaglia per il pianeta: il riscaldamento globale è stato riconosciuto a livello scientifico, e sappiamo grazie alla scienza cosa fare per contrastarlo; eppure, non si sta facendo quasi niente. La sua domanda è quindi se siamo malvagi o masochisti, o se semplicemente siamo pigri, interrogativo che contiene senza saperlo delle teorie molto accreditate.

Per esempio quella teoria sul capitalismo di Mark Fisher, che vede sistema scolastico e le sue catastrofi, le malattie mentali e altre problematiche derivate tutte dal capitalismo. O anche la teoria di Timothy Morton, sul riscaldamento globale come iperoggetto, un qualcosa che non possiamo vedere nella sua interezza ma di cui facciamo parte fisicamente.

In seguito a queste sue domande e a questi suoi interrogativi, Greta che inizialmente si metteva in silenzio sotto le mura delle istituzioni svedesi, ha poi tenuto discorsi in situazioni formali e istituzionali, come per esempio la Conferenza mondiale sul clima tenutasi in Polonia, a Katowice; o al Forum economico mondiale organizzato a Davos (Svizzera).

Fino ad arrivare a intervenire al Parlamento Europeo, proprio davanti a Jean-Claude Juncker, il presidente della Commissione Europea, partecipando al contempo agli scioperi scolastici di Bruxelles e Parigi. Il suo movimento è fortunatamente arrivato anche nel nostro Paese, e grazie a dei passaparola sui social la communuty di FridaysForFuter italiana è in netta crescita e il sito ufficiale, fridaysforfuture.it segnala tutti i progressi e tutte le città in cui gli scioperi stanno effettivamente avvenendo.

Un movimento, quindi, che raggruppa migliaia di studenti che sono spronati da delle linee guida molto semplici ed efficaci, in crescita in tutto il mondo. E che dovrebbero spronare anche gli adulti, adulti che è ora che abbiamo fiducia in una generazione che torna finalmente a scioperare al contrario di persone ormai ciniche e rassegnate specie dopo la crisi del 2008.

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