Come si combatte la stitichezza?

Come combattere la stitichezzaCirca tredici milioni di italiani soffrono di stitichezza: nove milioni di donne e quattro milioni di uomini. Nella maggior parte dei casi, la mancanza di fibre, attività fisica, idratazione adeguata può spiegare il motivo per cui «andare in bagno» può trasformarsi in un’esperienza dolorosa. In altri casi, la stitichezza può essere dovuta a stress, alla scelta di ignorare lo stimolo, a viaggi, effetti collaterali di cure e un lungo elenco di motivi legati a malattie. Ma che cos’è effettivamente la stitichezza, e come fare per sapere se rientrate nell’ambito della sua definizione? Tanto per iniziare, la stitichezza insorge quando il colon assorbe troppa acqua, lasciando così le feci dure e secche e/o la muscolatura del colon è pigra e debole, tanto da non spostare le feci tanto rapidamente quanto dovrebbe.

Sapete se soffrite di stitichezza se: fate fatica a evacuare;

– evacuate con feci dure, secche, dalla forma precisa;

– vedete macchie di sangue rosso vivo sulla carta igienica (parlatene immediatamente con il medico per escludere possibili condizioni più gravi);

– dovete prendervi più di qualche minuto per fare il vostro dovere. Se sentite il bisogno di portare con voi un libro, fatelo!;

– avete bisogno di un lassativo o un clistere per evacuare.
La stitichezza può rappresentare molto più di una seccatura. I problemi associati a una costipazione cronica comprendono infatti emorroidi, ragadi anali, retto prolassato, blocco intestinale e diverticolite.
Lo sapevate?

Uno studio dello Stato dell’Ohio indica che la stitichezza è in aumento negli Stati Uniti e, insieme con questa, lo sono le prescrizioni di lassativi. Analogo trend si riscontra anche in Italia. Un altro studio non collegato mostrava come, su sei Paesi che registravano i più alti livelli di questo disturbo, il Regno Unito fosse il capofila per il consumo di lassativi scelti come modo preferito per mantenere l’intestino regolare rispetto a cambiare lo stile di vita.
Li integriamo?

Integratori molto diffusi comprendono le foglie di senna e altri lassativi vegetali, probiotici, magnesio e supplementi di fibre. I lassativi stimolanti possono creare assuefazione, quindi discutete con il vostro medico sul percorso migliore per combattere la stitichezza. Un dietologo professionista può stabilire un programma dietetico in grado di aiutarvi e consigliare gli integratori migliori per voi o shock!
Ho sempre la sensazione che l’acqua sia il vero eroe mai celebrato in questa intera vicenda della stitichezza Si sente sempre parlare dell’importanza delle fibre, e ancora delle fibre e sempre delle fibre… Ma le fibre non servirebbero proprio a nulla se non entrassero in contatto con l’acqua. Le fibre assorbono i fluidi e forniscono la massa per le feci. Il tratto digerente lo sa e vi invia lo stimolo di «andare». Se l’acqua non fa per voi, aggiungete degli aromi, ma è fondamentale evitare di apportare anche un’alta percentuale di calorie zuccherine. E anche il tè e il caffè possono dire la loro. Per alcuni, superare tre o quattro tazze di una bevanda contenente caffeina può avere l’effetto contrario e «stringere». Per altri, l’eccesso di caffeina funziona come un lassativo. Detto questo, quando è possibile optate per l’acqua.
Prugne secche

Una singola razione (quattro o cinque frutti) di prugne secche contiene 3 g di fibre b-una vasta gamma di sostanze nutrienti, come per esempio vitamine del gruppo B, boro, magnesio e potassio. Sono anche ricche di acidi neoclorogenici e clorogenici, composti fenolici che possono giovare al cuore proteggendo il colesterolo LDL dall’ossidazione. Oltre ai benefici digestivi delle fibre, gli alcoli degli zuccheri possono favorire l’evacuazione attirando l’acqua nell’intestino. Una razione di prugne secche contiene circa 15 g di sorbitolo, che può rendere ancor più efficace il beneficio lassativo della frutta. Uno studio in singolo cieco, incrociato e randomizzato, durato in totale otto settimane, coinvolse quaranta soggetti e paragonò gli effetti digestivi di una razione di prugne secche rispetto ai gusci di psillio. Il numero di movimenti intestinali spontanei completi settimanali e la consistenza delle feci migliorarono in modo significativo con le prugne secche, a paragone dello psillio.
Lenticchie Ricordate l’elevata valutazione delle lenticchie come mezzo saporito per aggiungere fibre alla dieta. Questo piccolo legume fornisce una sorprendente quantità di 15 g di fibre per tazza.
Gusci di psillio

Lo psillio si utilizza nella medicina tradizionale di tutto il mondo, soprattutto come lassativo venduto prevalentemente in polvere o capsule. Essendo un lassativo che forma una massa, ha un’eccellente capacità di trattenere acqua. Lo psillio ha anche un altro effetto ap-provato, ma per un beneficio differente: «Le diete povere di grassi saturi e colesterolo che comprendono 7 g di fibra solubile al giorno derivante dallo psillio, possono ridurre il rischio di malattie cardiache abbassando il colesterolo» (per concessione FDA).
I gusci di psillio provengono dai semi della Plantago ovata, una pianta che cresce in tutto il. mondo, anche se la maggior parte della produzione proviene dall’India.
Crusca di frumento

Uno studio in doppio cieco su quattordici adulti, randomizzato e incrociato, ha paragonato l’impatto sulla regolarità intestinale da parte di tre tipi di fibre dietetiche, compresa la crusca di grano. Dopo quattordici giorni, i soggetti hanno registrato movimenti intestinali più frequenti con i tre prodotti, anche se i livelli di consistenza fecale erano più alti usando la crusca di frumento.

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