Condizionatore auto e problemi di perdita, come affrontarli

Quando si parte in vacanza d’estate, al caldo, una delle prime cose da verificare è il funzionamento del climatizzatore. Questo equipaggiamento è fondamentale per il benessere e il comfort, anche se non bisogna esagerare con la temperatura troppo fredda. Diversi studi hanno dimostrato che se è vero che il condizionatore influisce sui consumi, dovendo prendere l’energia per il funzionamento dal motore, lo fa in meno rispetto a un’auto che ne è sprovvista. Questo perché l’alternativa al condizionatore è viaggiare con i finestrini aperti, il che rallenterebbe comunque la macchina creando un effetto paracadute che influisce pesantemente sulle prestazioni, costringendo a spingere di più sull’acceleratore per non avere la decadenza provocata dalla resistenza dell’aria. Inoltre, mettersi in fila in città o nei caselli con i finestrini aperti non è proprio il massimo dal punto di vista della salute, visto che si inalano le polveri sottili degli scarichi, in quei punti più concentrate che altrove.

In genere il sistema di climatizzazione di una macchina si mantiene efficiente per lungo tempo, importante è che avvenga una corretta manutenzione in quanto è un dispositivo che sta bloccato per almeno 6-8 mesi all’anno. Uno dei consigli più pratici è quello di accenderlo in inverno per una mezzoretta, almeno una volta ogni 15 giorni per evitare che vi si formino incrostazioni.

Tra i guasti più ricorrenti vi sono:

– danni al compressore che in sostanza non lo fanno ripartire, in questo caso è bene rivolgersi al proprio meccanico di fiducia per la sostituzione / riparazione.

– il condizionatore perde potenza: la perdita può essere dovuta a un intasamento dei filtri che limita la potenza dell’aria fresca riversata nell’abitacolo. La perdita di questa potenza può derivare anche da una rottura nelle condutture interne, che dà luogo alla perdita di gas refrigerante.

Consumo del gas refrigerante: se la macchina è vecchia, il gas potrebbe essersi nel frattempo consumato e urge una sostituzione. Il calo dei livelli di gas potrebbe essere dovuto anche a una perdita, come una foratura, che può essere temporaneamente trattata da un turafalle, una sorta di pasta che ottura la perdita e fa risparmiare (vedi sito).

Per evitare cattivi funzionamenti bisogna sempre far controllare il condizionatore prima di un utilizzo ampio. Il punto è che un condizionatore pienamente efficiente non perde gas refrigerante, ma potrebbe perdere della pressione. Se si sentono dei sibili apparentemente incomprensibili, è molto probabile che il gas sia scarico. Verificare anche la presenza di guasti elettrici alle guarnizioni o all’impianto di ventilazione. Oppure possono esserci difetti o guasti nel settore. I ricambi e il costo di manutenzione dipendono dall’entità del guasto e dal modello di macchina. Più vecchia è la nostra auto, maggiore dovrebbe essere lo scrupolo per verificare il funzionamento.

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