Dieta per celiaci

La dieta per i soggetti celiaci
Non essendo una malattia trattabile con i farmaci, l’unica cura consiste nell’esclusione dalla dieta di tutti gli alimenti che contengono il glutine: il frumento, l’orzo, la segale, il farro, il kamut, il sorgo e i derivati ottenuti con le loro farine. Poichè l’adesione a questo regime alimentare deve durare tutta la vita, i maggiori ostacoli incontrati dai soggetti celiaci sono rappresentati, oltre che dagli inevitabili contraccolpi psicologici legati a una così importante limitazione dietetica, dal difficile reperimento degli alimenti privi di glutine tra i prodotti industriali o tra le pietanze preparate in mense, ristoranti, pizzerie, ecc.

Se la terapia dietetica è seguita scrupolosamente, la mucosa intestinale si ricostituisce internamente in un intervallo di tempo che varia dai 3 ai 12 mesi; tuttavia è sufficiente riassumere anche pochissimi milligrammi di glutine per riattivare i danni della mucosa. Per questo motivo è necessario evitare tutte le possibili fonti di glutine, comprese le contaminazioni involontarie provenienti dall’uso promiscuo di pentole e stoviglie utilizzate per la preparazione sia di pasti comuni che per celicaci. Le numerose pubblicazioni di ricette per celiaci possono essere sicuramente utili a preparare piatti sani e gustosi, a diversificare la composizione dei pasti, scongiurando il rischio reale di una dieta eccessivamente monotona. Anche numerose ricette della tradizione gastronomica italiana non prevedono l’uso d’ingredienti contenenti glutine; poichè questi piatti possono essere tranquillamente consumati dai celiaci, sarebbe opportuno un loro frequente utilizzo. In alcune ricette, ad esempio, la farina di grano è sostituita con farina di mais, farina di patate, farina di riso, tapioca.

I prodotti per la dieta gluten free

Esistono tuttavia anche numerosi prodotti dietetici privi di glutine (pasta, pomodori da forno, preparati per pane e dolci, birra speciale) in vendita sia nelle farmacie che in alcuni supermercati; grazie a essi il consumo di intere categorie di alimenti, fondamentali dal punto di vista nutrizionale e del piacere gastronomico, non è più impossibile come accadeva una volta. Un congruo quantitativo mensile di questi prodotti è assicurato ai celiaci dal Servizio Sanitario Nazionale.

La dieta gluten-free non comporta squilibri nutrizionali; eventuali integrazioni di vitamine e sali minerali potranno essere prescritte dal medico nella fase acuta della malattia; poi sospese con la normalizzazione dell’assorbimento intestinale e il ripristino della struttura dei villi come risposta alla terapia dietetica. Quest’ultima deve essere seguita rigorosamente per tutta la vita, per contrastare sia i sintomi acuti sia, soprattutto, le gravi complicanze. Già dopo qualche mese di astensione dal glutine i sintomi si attenuano, per poi scomparire e le lesioni intestinali regrediscono; il quadro clinico si ripropone se il glutine viene assunto di nuovo.

I casi in cui la dieta appare inefficace sono riconducibili a una esclusione non assoluta, spesso involontaria, del glutine, presente in forma nascosta in molti alimenti. Un maggior rigore nelle scelte alimentari favorisce sempre una positiva evoluzione della malattia: chi esclude del tutto il glutine dalla propria alimentazione ritrova la salute e il benessere e non è soggetto ad altre limitazioni se non quelle dietetiche prescritte.

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