foresteConsociazione naturale, su vasta superficie, di piante legnose, tutte di alto fusto, miste a vegetazione erbacea ed arbustiva. La foresta viene a formarsi in determinate condizioni di umidità e di calore, quali si verificano a latitudini ed altitudini relativamente definite giacché possono intervenire, a modificare il complesso dei fattori fondamentali per la sua formazione, speciali condizioni locali come i venti, la natura del suolo, ecc.

In ogni modo essa è sempre il risulta, dell’applicazione di due leggi: quella del minimo di temperatura ambientale (sotto i 10°C di temperatura media estiva non esiste possibilità di vita per gli alberi che costituiscano una foresta) e quella di correlazione (per effetto della quale quanto piú elevata è la temperatura del mese piú caldo tanto piú abbondante deve essere l’umidità dell’ambiente per precipitazioni più copiose).

Dalla larga variabilità di questi fattori derivano pertanto diverse forme di foreste, delle quali le piú importanti sono:

  1. pluvisilvae o foreste tropicali dei climi oceanici, costituite in particolar modo da alberi sempreverdi, cauliflori, a fogliame lucido, in moltissime specie;
  2. laurisilvae, foreste sempreverdi dell’ambiente oceanico, costituite da dicotiledoni appartenenti alle piú diverse specie; vi predominano le Lauracee, moltissime conifere come Taxus, Thuja, Cluzmaecyparis, ecc.;
  3. hiemisiivae, in cui predominano le piante a fogliame piccolo e deciduo, vegetanti durante le stagioni umide ed invernali e viceversa in riposo nei periodi di siccità estiva; sono le foreste dei climi continentali e tropicali;
  4. durisilvae, foreste dei climi caldo-aridi continentali delle zone subtropicali o temperato-calde (come nella regione mediterranea littorale) e sono caratterizzate da piante xerofile, a fogliame duro, piccolo e tomentoso come gli eucalipti;
  5. aestatisiivae, foreste che si formano in climi temperato-caldi o temperato-freddi con piante a fogliame deciduo, spoglianti in inverno allorché la pianta è entrata in riposo (faggio, quercia, betulla, ecc.);
  6. aciculisitvae, consociazioni forestali composte essenzialmente da larici, abeti, ecc., cioè da alberi a fogliame aciculare (Conifere); predominano nei climi freddi o temperato-freddi e giungono sino in vicinanza dei limiti polari nelle regioni continentali.

Naturalmente al variare progressivo delle condizioni climatiche e di umidità corrispondono forme di transizione dall’uno all’altro dei tipi forestali suddescritti. La loro superficie sul globo terracqueo, ed in certi territori in modo speciale, è estesissima (Svezia, Finlandia, Canada, Siberia, ecc., ne sono esempi particolarmente noti). Principale produzione della foresta è naturalmente quella legnosa sia per utilizzo come tale, sia per ricavarne o carbone o cellulosa o altri minori prodotti (sostanze tanniche e coloranti, succhi, frutti, ecc.). Ben più importante peraltro è l’azione utile che le foreste determinano quali regolatrici del clima, del terreno e della circolazione idrica sia in superficie sia in profondità. Esse infatti intervengono nell’attenuare la violenza dei venti e l’ampiezza dell’escursione termica, forse anche concorrono ad elevare le precipitazioni piovose; piú sicura è la loro funzione protettrice contro le azioni disgregatrici dell’acqua piovana (ruscellamento). Le foreste, in particolar modo quelle di alta montagna, hanno influenza favorevole sulla salute; particolarmente raccomandabili nei casi di malattie delle vie respiratorie sono le foreste resinose. Per ciò che riguarda la fauna si distingue una fauna delle foreste tropicali, caratterizzata da animali carnivori, erbivori, arboricoli, frugivori, e una della foresta temperata, caratterizzata da erbivori e roditori.