Il futuro delle api e dell’apicoltura

L’arte di allevare le api tenute in stato di domesticità è molto antico. Risale infatti fin dai tempi in cui l’uomo, per caso, ha iniziato ad apprezzare i prodotti delle api, il miele e la cera, per l’alimentazione. Il miele è stato l’unico dolcificante prima di essere stato sostituito dallo zucchero di canna e di barbabietola.

La ricerca del miele negli alveari si è diffusa fin dai tempi dell’antico Egitto, come si deduce dalle pitture rupestri. L’allevamento delle api si era già diffuso al tempo dei greci dei romani. Virgilio nelle Georgiche dedica un intero capitolo all’apicoltura. Oggi con le api in pericolo l’apicoltura è una delle poche speranze per tenere in vita, al riparo dall’estinzione, questi meravigliosi insetti, delicati e fondamentali nel nostro ecosistema.

L’apicoltura può essere esercitata praticamente ovunque: basta disporre di un apprezzamento di terreno o di una grande terrazza, dove si possono tenere degli alveari, mantenendoli a un’elevazione di circa mezzo metro da terra, qualche centimetro in meno, vedendo di orientali verso levante o verso sud, ma pur sempre mantenendoli ombreggiati.

Un alveare è l’insieme della famiglia delle api, con i ruoli sociali che comprendono anche i favi e l’arnia dove fisicamente “abitano”, l’insieme degli alveari è detto apiario. Questo dev’essere mantenuto al riparo dai venti e situato lontano da zone che le api possono trovare particolarmente disturbante: come aeroporti, ferrovie, zone ad alta intensità di traffico e di rumore e maleodoranti, con forti odori. Se ne deduce che la cosa migliore per le api è la campagna. Un tratto fondamentale è disporre di corsi d’acqua pulita che in assenza dovranno essere sostituiti da speciali abbeveratoi. In Italia esistono delle precise disposizioni di legge, ma non sono molto restrittive.

L’apicoltura a differenza di ciò che si pensa non è molto intensiva, nel senso che non richiede uno sforzo prolungato e un’estensione di vaste proporzioni per risultare produttiva. L’apicoltore deve visitare periodicamente gli alveari, specie in primavera e in autunno. Oltre a proteggersi il viso con le apposite maschere, perché le api pur non essendo aggressive tendono comunque a difendersi da movimenti bruschi, non si deve mai trascurare l’uso del fumo prodotto dagli affumicatori. Il fumo allontana momentaneamente le api, in modo che l’apicoltore possa estrarre la soffitta dell’alveare. In questo modo egli può tranquillamente ispezionare l’alveare perché le api vengono rese docili e meno aggressive.

Le api sono fondamentali perché oltre a produrre il miele e la cera (usata anche come integratore naturali per le sua alta carica proteica) l’attività degli alveari e delle api libere in natura è quella di favorire la fecondazione incrociata dei fiori, e quindi, influenzano direttamente la quantità e soprattutto la qualità delle produzioni agrarie. Per questo motivo la loro perdita, dovuta a diversi fattori, tra i quali l’uso di particolari pesticidi e la mancanza di rotazione in certi campi agricoli, dove si svolge un’agricoltura intensiva, sarebbe un disastro completo che prima o poi si ripercuoterà sull’uomo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Continuando a usare questo sito, accetti i cookie presenti in esso Più informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi