I sentieri di montagna italiani

Un itinerario ideale per la bella stagione, durante la fioritura, per scoprire sentieri e prati, profumi ed erbe in diverse zone del nostro paese, spesso escluse dai grandi itinerari turistici.

Abbaglianti distese di ranuncoli gialli, prati a perdita d’occhio profumanti di vuole, pendii che morbidi scendono a valle ricoperti di anemoni. A milioni nel tepore estivo, sbocciano i fiori di montagna: tutti da scoprire nel loro vivido, effimero splendore. Per immergersi in questa natura fatta di colori, potete seguire il Sentiero Italia, che percorre le nostre montagne dalle Alpi alle propaggini meridionali dell’Appennino. Un viaggio che Ermes vi suggerisce in più parti: diversi per il paesaggio e per la preminenza di un certo colore nelle fioriture. Il primo percorso scopre la Val Varaita nel Piemonte, dominato dal colore bianco. Una seconda proposta ha come protagonista il Friuli, con una sorprendente colorazione rosa. Infine si scende in Abruzzo, dove le colline che spianano verso il mare si tingono di toni gialli rilucenti.

La Grande Traversata delle Alpi piemontesi

valvaraitaE’ davvero emozionante, in Piemonte, salire lungo la Val Varaita arrivando alle Grange dell’Autaret, le baite di pietra nei pascoli più alti, pianeggianti, dopo che il sentiero si è inerpicato tra gole e cascate. In lontananza, si ha la sensazione di avvicinarsi a una sorta di terreno innevato, come se fosse stato imbiancato da una recente spruzzata. Ma non è neve: il prato dell’Autaret è bianco di anemoni e invita alla sosta, con il suo rigoglio che profuma di vita appena rinata. Lungo il torrente invece sboccia l’erioforo, che copre gli stagni con i suoi candidi e lanosi piumini. Come le stelle alpine, amanti dei dirupi e dei prati più aridi, fiorisce tra giugno e luglio fino quasi a quota tremila metri. Chi non volesse spingersi troppo in alto può accontentarsi delle fioriture di ombrellifere bianche sui prati intorno alle frazioni di Bellino. Da non perdere, qui nel fondovalle, le belle meridiane, i muri affrescati delle case e i tetti rigorosamente di lose, cioè le grandi lastre di pietra sovrapposte. Il campanile e molte abitazioni, nella frazione Chiesa, sono decorati con figure scolpite, le “teste di pietra” curiosamente capovolte: stando alle credenze popolari, scacciano gli spiriti maligni. Dopo l’escursione, poi, ci si può ritemprare mangiando le “ravioles”, dei gustosi gnocchi di patate con formaggio fuso.

Come arrivare

Da cuneo e Torino fino a Caseteldelfino con le autolinee private. C’è un servizio navetta del comune di Bellino. In auto invece, uscita di Marene sull’autostrada Torino-Savona; a Saluzzo, la carrozzabile della Val Varaita fino a Sant’Anna di Bellino.

L’itinerario

Si parte dalla frazione S. Anna. Arrivati a un monolite, la rocca Senghi, il sentiero guada il torrente Varaita, molto impetuoso in caso di piogge, e prosegue per il Pian Ceiol. Da lì, si risale una gola fino alla Grange dell’Autaret. L’itinerario è segnato in vernice con le bandiere biancorosse della Grand traversata delle Alpi. Il dislivello è di 700 metri in salita e altrettanti in discesa. Preferite un’escursione meno impegnativa? La passeggiata tra le frazioni Chiazale, Celle, Prafauchier e Pleyne richiede un’ora, con la visita dei quattro paesi. Al contrario le ore di cammino del percorso lungo sono quattro tra andata e ritorno. Nella zona si trovano rifugi e trattorie, ristoranti piccoli e grandi, dall’atmosfera tipica del luogo, che offrono le specialità della zona e una possibilità di comodo ristoro.

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