La concezione moderna dell’agopuntura

Che cos'è l'agopuntura?Gli Orientali non ci hanno tramandato nessuna prova dell’esistenza di quella misteriosa energia che si manifesta sotto la duplice forma dell’Inn e dello Yang, e, astrazion fatta dei suoi principi tradizionali, è possibile prendere in considerazione una spiegazione moderna dell’agopuntura? È inutile mettere in rilievo le molteplici difficoltà da affrontare per tentare di giungere a un’ipotesi plausibile.

Non faremo che sottolineare l’estrema variabilità della semplice nozione del dolore e a seconda degli individui. E questo non è che un problema fra i tanti. In primo luogo si deve considerare il fattore dell’azione psicologica dovuta alla presenza del medico e all’atto medico in se.

Uno psicanalista ha scritto: «I sapienti della Cina di un tempo, come gli psicanalisti di oggi, considerano l’uomo come un tutto, una “struttura”, nel senso dato dalla psicologia della forma (Gestalt): un insieme composto da elementi in numero limitato, la cui qualità è, determinata dalla configurazione globale. «Ora, come si distingue chiaramente un rosso su un bianco da un rosso sul blu, cosí l’angoscia di un cardiopatico si distingue dall’angoscia di un gastropatico. La posizione degli elementi, in rapporti fra loro, non è affatto sufficiente a determinare la loro qualità e la qualità dell’insieme.

Agopuntura e psicoanalisi: quali sono le affinità?

«Che si tratti di un colore o di una emozione, non possiamo trascurare il fattore energetico. Vi si trova necessariamente implicato (poco importa se viene chiamato lunghezza d’onda) il metabolismo o carica affettiva. «Arriviamo in tal modo al secondo punto di analogia fra l’agopuntura e la psicanalisi: la concezione energetica della vita: l’essere umano è una struttura dinamica. «Dobbiamo cosí, per l’agopuntura e per la psicanalisi, aggiungere un secondo aggettivo alla loro definizione dell’uomo, l’essere umano è una struttura dinamica equilibrata. «Orbene, in una struttura dinamica, l’equilibrio deve essere un ordine permanente. «L’agopuntore e lo psicanalista fissano come proprio compito quello di ristabilire un equilibrio turbato e di supplire per un certo tempo ad una deficiente autoregolazione. «Come giungere a questo? In psicanalisi è in gioco la sola relazione analista-paziente. Si tratta di afferrare il contenuto latente di ciò che è espresso, in una parola di comprendere le frasi. Le situazioni conflittuali sono rivissute “nel momento” e permettono una presa di coscienza delle reazioni inadatte. «L’agopuntore tende, forse, a ottenere lo stesso risultato nel corpo. Tuttavia il suo atteggiamento è ben diverso da quello dello psicanalista. «L’agopuntore agisce; al dialogo col paziente si aggiunge il gesto, e il modo col quale e percepito dal malato può modificare l’effetto degli aghi. «Dal punto di vista della psicanalisi, ha importanza il rapporto medico-paziente: l’atto medico si inserisce nel passato vissuto dal malato e acquista una particolare tonalità per ogni individuo; in agopuntura invece questo rapporto facilmente prende un aspetto sadomasochista.

«L’agopuntore provoca o evoca la sofferenza che il paziente accetta o rifiuta. Secondo la sua struttura, il dolore può costituire per lui, in un certo modo, un beneficio secondario, una simbolica soddisfazione». Pare infatti che il fattore psicoterapico sia presente nel trattamento dell’agopuntura e questo riconoscimento è gradito dai piú grandi agopuntori. Sarebbe del resto assurdo spiegare tutto considerando una sola visuale. E allora che altro si può prendere in considerazione? La stimoloterapia può dare origine a diversi fenomeni. Vi è anzitutto una reazione cellulare nel punto della puntura collegata alla distruzione delle cellule. Si comprende come con questo cambiamento di stato si determini la messa in movimento (azioni) di vari influssi: nervosi, da una parte verso i centri nervosi superiori (asse spinale) e sistema simpatico, ma anche verso gli organi del metabolismo ed endocrini. Vascolari, molto difficili da precisare. Elettrici, locali, trasmessi per semplice irradiazione, ma anch’essi molto difficili da determinare. Reazione neurovegetativa, in cui le perturbazioni venose potrebbero raggiungere:

a) forse direttamente l’organo malato;

b) Forse i centri nervosi superiori facendoli agire da relais

c)Forse certe organi endocrini reagenti, essi stessi, in un secondo tempo sull’organo malato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Continuando a usare questo sito, accetti i cookie presenti in esso Più informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi