La rogna dell’olivo

La rogna dell'olivoLe malattie di origine batterica possono colpire duramente le piante di interesse agrario, e questo è il caso della rogna dell’olivo. Tale batteriosi è in grado di causare problemi gravi soprattutto alle piante più giovani e indifese, e va prevenuta piuttosto che combattuta: in questa guida vi spieghiamo come adottare le buone pratiche indispensabili per evitarne la comparsa.

Il riconoscimento della rogna dell’olivo

Il microorganismo Pseudomonas savastanoi, che fa parte della famiglia delle Pseudomonadaceae, è responsabile di una delle malattie batteriche che con maggior frequenza si riscontrano negli oliveti di tutta Italia. Stiamo parlando della cosiddetta rogna dell’olivo, che tende a colpire principalmente i giovani rami delle piante ma la cui presenza può anche essere (non di rado) riscontrata sui rami e sui tronchi.

Sulle parti legnose il batterio colpisce i tessuti determinando la formazione di escrescenze neoplastiche solitamente di forma tondeggiante, che presentano diametri di qualche centimetro e il cui aspetto è piuttosto grinzoso; talvolta avviene la fessurazione di queste masse tumorali.

La malattia può altresì estendersi ai tessuti radicali, che vengono interessati dalla presenza di simili caratteristici bitorzoli; infine, anche i frutti vengono talvolta colpiti dalla rogna dell’olivo, che causa su di essi deformazioni dei tessuti con la comparsa di maculature.

La rogna dell’olivo e i danni che determina

Le formazioni tumorali tipicamente associate a questa malattia batterica alterano le strutture e le funzionalità dei tessuti colpiti; ciò comporta, ad esempio, che i vasi che trasportano la linfa all’interno dei rami non riescono più a svolgere come dovrebbero il loro compito. La pianta può perciò entrare in profonda sofferenza, soprattutto quando la rogna dell’olivo è particolarmente estesa e va a colpire zone cruciali del tronco e dei rami.

Altro caso in cui lo Pseudomonas savastanoi può avere effetti devastanti è quando colpisce piante di giovane età, ancora indifese nei confronti dell’infezione e che quindi possono deperire e morire in un lasso più o meno breve di tempo. I frutti colpiti dalla batteriosi, infine, a causa del peggioramento qualitativo non sono né utilizzabili né commercializzabili.

Come si combatte la rogna dell’olivo

È bene adottare, contro la rogna dell’olivo, pratiche di prevenzione che evitino la comparsa della malattia – molto più facile da evitare, piuttosto che da debellare. È bene quindi, prima di tutto, acquistare giovani piante di olivo da mettere a dimora da vivai affidabili in cui è garantita l’assenza della malattia, preferendo al tempo stesso varietà resistenti.

Attenzione anche a tenere sotto controllo la mosca dell’olivo (Dacus oleae). Questo piccolo dittero è infatti il principale vettore di trasmissione del batterio, così come diverse specie di insetti che si cibano di legno.

Qualora una pianta, nonostante tutti i nostri sforzi di prevenzione, venisse ugualmente colpita dalla rogna dell’olivo, le parti che manifestano i sintomi vanno rimosse e bruciate, avendo l’accortezza di sterilizzare gli strumenti da taglio (seghetti, forbici da potatura…) ogni qualvolta si cambia ramo. Le ferite vanno poi protette con appositi prodotti a base di rame, che eviteranno l’ingresso dei microorganismi durante la delicata fase di cicatrizzazione.

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