Le piante officinali

Le piante medicinali dette anche piante officinali trovano un largo impiego in medicina. Il nome deriva da questo uso, che ha attraversato i secoli e che oggi si ritrovano ufficialmente nei prontuari farmaceutici di tutto il mondo. Anche in passato si utilizzavano piante che per il loro contenuto vitaminico o per gli ingredienti, forniscono all’uomo o agli animali, nella dieta in cui vengono incluse, componenti indispensabili per un’alimentazione completa e sana. Infine spesso rientrano in questo novero anche le piante utilizzate nella medicina popolare.

erbemedicinaliFin dalle sue origini la medicina ha fatto ricorso ai vegetali per estrarre la maggior parte dei suoi medicamenti. Per tantissimo tempo anzi la medicina era unicamente rappresentata dal ricorso a particolari terapie a base vegetale. Ad esempio, negli antichi codici grechi e in quelli medievali, si ritrovano interi trattati sulla virtù delle erbe. Degna di particolare menzione è la teoria delle segnature, per cui si dovevano usare delle piante specifiche per parti del corpo che si assomigliavano. Ad esempio le piante rossastre o maculate dovevano essere utilizzate per i polmoni. Quelle di colore rosso intenso, quasi viola, per il fegato. Nel secolo XIX si scoprirono i cosiddetti “principi attivi” che oggi sono alla base della medicina ufficiale. Ovvero si tratte di quelle sostanze che contenute nelle piante, si pensa siano alla base di determinate reazioni. I principi attivi prima venivano semplicemente estratti, poi sintetizzati. In questo modo anziché usare le piante direttamente si potevano usare direttamente i principi traendoli quasi sempre dagli oli essenziali. In questo modo la somministrazione e il dosaggio erano molto più attenti ed efficaci. Con l’avvento poi dei farmaci chemioterapici, la fitoterapia passò in seconda linea, dato che che facevano tutti le sintesi chimiche e i principi attivi. Si scoprì – per esempio – che somministrare morfina a un paziente in preda a forti dolori era molto più efficace che dargli l’oppio.

In Italia la coltivazione, raccolta e commercio delle piante officinali sono state disciplinate da norme di legge. Chi le coltiva deve sapere cosa sta coltivando e deve osservare dei particolari disciplinari tanto per la semina, quanto per la raccolta, cercando di osservare particolari accorgimenti necessari alla conservazione delle stesse. L’utilizzo delle piante medicinali può avvenire sotto diverse forme, con infusi, decotti, tinture, linimenti ed impiastri. Importante è sempre indicare il principio attivo e conoscerne le funzioni e le proprietà.

Le piante officinali spontanee più note sono:
Assenzio, Angelica, Belladonna, Artemisia, Camomilla, Digitale, Genziana, Lavanda vera, Sabina, Melissa, Tiglio, Timo e Valeriana.

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