Le proprietà delle acque termali

le proprietà delle acque termaliL’azione purgativa delle acque oligominerali è esaltata dall’eccitazione della muscolatura liscia, con attivazione della peristalsi. Ne deriva che gastriti atoniche ed iposecretive, e stipsi cronica rappresentano le indicazioni principali per la cura termale a Montecatini.

L’aumento del metabolismo basale e la stimolazione del metabolismo dei lipidi indicano le acque salse nel trattamento dell’obesità e degli stati pletoiici. Le acque salse sono, invece, controindicate nella stipsi spastica, negli stati diarroici, specie se associati ad ulcerazioni intestinali, nell’ulcera gastrica e duodenale, nella gastrite ipercloridrica, nelle ipertensioni, nelle nefrosi e nelle nefriti acute e nelle infiammazioni delle vie uninarie.

Le acque salsoiodiche e salsobromoiodiche, con residuo secco di 180 grammi/litro, sono fortemente mineralizzate, contenendo cloruro di sodio in quantità ragguardevole (150 grammi/litro) ed inoltre iodio e bromo in quantità farmacologicamente attiva. Sono anche dette fossili perché provenienti da interrimento alluvionale di antichi mari. In questi mari, piante ed animali hanno elaborato bromo e iodio, per cui nelle loro acque i due elementi raggiungono percentuali superiori a quelle riscontrabili nell’acqua marina.

L’effetto biologico delle acque salsobromoiodiche è legato ad azione germicida, antiflogistica e stimolante l’attività di ghiandole endocrine (ovaio, ipofisi e tiroide). Ne derivano le principali indicazioni:

  • Affezioni croniche dell’apparato genitale femminile, dismenorree e sterilità femminile, che traggono beneficio da irrigazioni vaginali e bagni. Praticando irrigazioni si deve avere l’avvertenza di diluire l’acqua della fonte, onde escludere l’azione irritante della mucosa provocabile da troppo alta pressione osmotica.
  • Affezioni tubercolari croniche, sia viscerali sia ghiandolari ed anche ossee. Qui prima di iniziare la cura va esclusa la presenza di focolai in subattività, che potrebbero essere riattivati dalla cura termale.
  • Affezioni dell’apparato respiratorio, in particolare le affezioni croniche ed atrofiche della mucosa delle prime vie aeree (riniti, faringiti, laringiti, bronchiti) con ricorso alla tecnica inalatoria, ed in particolare alle nebulizzazioni. Le controindicazioni alla idroterapia salsobromoiodica sono date da processi infiammatori acuti e dall’asma bronchiale. La piú nota stazione italiana con acque salsobro-moiodiche e Salsomaggiore. Tra le acque sulfuree in senso lato sono da classificarsi tutte le acque che contengono zolfo, in pratica il termine è riservato alle acque contenenti idrogeno solforato libero (H2S) e/o il suo ione (HS-) in equilibrio col sodio.

La loro azione si esplica eminentemente sul sistema neurovegetativo per mezzo di una stimolazione del parasimpatico. Ben nota è l’azione eccitante del parasimpatico sulla muscolatura liscia, per cui ne deriva che le acque sulfuree provocano aumento del tono e dell’ampiezza della contrattura ritmica della mucosa liscia del tubo digerente, intensa vasodilatazione a livello capillare, rallentamento e maggiore ampiezza degli atti respiratori, rallentamento del metabolismo basale.

Inoltre, le acque sulfuree riconoscono un’azione stimolante sul sistema reticoloendoteliale, correlata all’effetto vasodilatatore, e azione antitossica legata ad un meccanismo fisico (esempio: il cloruro di mercurio in presenza di idrogeno solforato si trasforma in solfuro di mercurio insolubile e quindi sprovvisto di tossicità). Le acque sulfuree per bibita sono indicate nelle epetopatie: il loro facile assorbimento a livello intestinale fa si che raggiungano rapidamente il fegato.

Si ha cosí un aumento della glicogenopessi (o accumulo del glicogeno), a cui è legata l’eutrofia della cellula epatica, con effetto sia epatoprotettivo sia stimolante l’eliminazione delle sostanze che favoriscono la degenerazione grassa della cellula epatica (arsenico, fosforo, ecc.). Tenere presente che si ha controindicazione in caso di calcolosi epatica e di colite spastica. Nel primo caso, l’azione vagale comporta spasmo delle vie biliari, sino a provocare insorgenza di una colica, nel secondo caso accentua lo spasmo colico ed aggrava la stipsi. Nelle affezioni dell’apparato respiratorio, le acque sulfuree sono impiegate per terapia inalatoria.

La vasodilatazione indotta si traduce in un aumento della permeabilità capillare e delle secrezioni; contemporaneamente la stimolazione del sistema reticoloendoteliale viene a correggere la predisposizione alle infezioni. Di qui l’indicazione in tutte le infezioni croniche dell’apparato respiratorio e nell’asma bronchiale, qualora il fattore allergico sia favorito da concomitanti spine irritative di natura infettiva. Controindicazione si ha, invece, nella tubercolosi florida e nelle broncopolmoniti acute.

Per insufflazione nella cassa del timpano attraverso la tromba di Eustachio, le acque sulfuree trovano impiego nel trattamento della sordità rinogena. I bagni caldi con acque sulfuree trovano indicazioni nella terapia delle malattie reumatiche croniche. Ricerche sperimentali hanno dimostrato che i reumatici sono carenti di zolfo, soprattutto a livello articolare. Infatti, in condizioni fisiologiche, le cartilagini articolari possiedono un alto contenuto in zolfo che nelle artropatie croniche è ridotto almeno del 30%. Le acque sulfuree, oltre a correggere tale deficienza per la citata azione vasodilatatrice, aumentano anche la pervietà dei capillari, migliorando l’irrorazione dei tessuti periarticolari e riducendo i fenomeni essudativi. Di qui deriva la controindicazione nelle artropatie acute, nelle quali l’iperemia provocherebbe aumento di dolore. Un’ultima indicazione è data dalle malattie della pelle, in particolare da alcune dermatosi eczematose. Il meccanismo d’azione è meno noto, si pensa ad un’azione revulsiva e cheratolitica esplicantesi attraverso la vasodilatazione.

Le acque termali in Italia

In Italia le sorgenti solfuree sono numerose; ci limitiamo a citare le piú note: Tabiano, Sirmione, Sassuolo, Trescore Balneario, Acque Albule. Al gruppo delle acque arsenicali ferruginose si riportano acque arsenicali semi:Vici, le acque ferruginose, e le acque arsenicali e ferruginose; sono però solo queste ultime ad avere un certo interesse terapeutico. La loro azione fisiologica generale si spiega avendo presenti due fattori: l’importanza del ferro (presente nell’emoglobulina ed in alcuni enzimi) nei processi di ossidazione cellulare, e l’effetto stimolante la crescita proprio dell’arsenico.

Sperimentando su pianticine di frumento si è precisato che le acque arsenicali ferruginose ad altissima concentrazione hanno azione inibente la crescita, mentre in diluizione variabile dal 25 all’i% svolgono una chiara azione eccitante. Dimostrata inoltre azione inibente sulla tiroide. A tali proprietà farmacodinamiche delle acque arsenicali ferruginose sono legate le indicazioni nelle seguenti condizioni morbose: anemie ipocromiche, sia primitive che secondarie (ricorrendo a somministrazioni per bibita); ipertiroidismo (con bagni); stato eretistico dei bambini linfatici (ricorrendo a bagni ed inalazioni). All’azione astringente del ferro ed all’azione costrittrice provocata direttamente dal bagno è legata l’indicazione nelle malattie della pelle. Il particolare tropismo dell’arsenico per la pelle, ove migliora il metabolismo delle cellule malate, spiega i benefici affetti ottenibili con acque arsenicali, anche se somministrate solo per bibita.
In Italia, acque arsenicali ferruginose sono localizzate in Valsugana; la fonte piú nota è quella di Vetriolo. Le acque carboniche od acidule semplici contengono anidride carbonica (CO2) in quantità considerevoli, intorno ai 300 ml per litro. L’anitride carbonica vi è rappresentata in diverse forme, come gas libero o CO2 gassosa, come anidride carbonica disciolta od idratata ad acido (H2CO3), come ione (HCO2-, CO3—).

L’effetto farmacodinamico delle acque carboniche è legato all’azione della CO2 sui centri del respiro e sui centri regolatori del ‘Amo del cuore, della circolazione e della pressione arteriosa. Sui centri del respiro esplica un’azione stimolante, con aumento dell’ampiezza del respiro e della ventilazione polmonare, ben evidente dopo un bagno carbonico. Prontissima è anche l’azione circolatoria consistente in intensa vasodilatazione periferica. Sui centri cardiaci, la CO2 agisce rallentando il ritmo del cuore; contemporaneamente si ha aumento del tono dell’energia cardiaca, legato a diminuzione delle resistenze periferiche per vasodilatazione capillare ed aumento del tono delle pareti venose.

Le acque carboniche per il sapore acidulo sono gradevoli e dissetanti, stimolano motilità e secrezione gastrica. I bagni carbogassosi sono indicati nelle arteriti e nelle vasculopatie venose, ed anche in alcune cardiopatie compensate e non gravi; le bibite carbogassose, nella dispepsia ipocloridrica. Tra le fonti italiane piú note ricordiamo. Peio, Bognanco, Acqua Acetosa, sorgente Sillene di Chianciano.

Benché, salvo qualche rara eccezione, lo ione HCO3-, sia presente in tutte le acque minerali, il termine di acque bicarbonate è riservato alle acque nelle quali lo ione stesso sia prevalente, ed il termine di bicarbonato-alcaline alle acque con prevalenza del catione sodio, quello di bicarbonato alcalino terrose alle acque con prevalenza del catione di calcio e di magnesio. Le acque bicarbonatoalcaline esplicano la loro azione essenzialmente sullo stomaco, sul fegato e sul pancreas. Sullo stomaco, l’effetto è diverso se la bibita e somministrata a digiuno o dopo il pasto.

A digiuno neutralizza l’acido cloridrico del succo gastrico ed alcalinizzando il succo duodenale in via riflessa inibisce la secrezione dei succhi gastrici. All’opposto, a stomaco pieno, la secrezione gastrica risulta esaltata. Si aggiunge azione fluidificante sul muco con effetto eccitotrofico protettivo sulla mucosa e stimolante la motilità gastrica; contemporaneamente si esplica sulla mucosa intestinale azione sedativa.

Alla secrezione pancreatica è devoluta azione enzimatica ed equilibratrice del pH duodenale. Le acque bicarbonato alcaline si sostituiscono ai succhi pancreatici nella filiizione alcalinizzante ed inoltre attivano la lipasi pancreatica, riducendo cosí l’attività richiesta all’organo, che in caso di disfunzione e masso in condizione di equilibrarsi. Contemporaneamente’ la funzione epatica e migliorata per mezzo di riduzione della viscosità della bile a favorire il deflusso e cosí lo smaltimento dei cataboliti veicolati. Le indicazioni sono date da gastropatie ed epatopatie, calcolosi renale, malattie del ricambio (diabete e gotta).

La grande fonte termale di Vichy

Poco importanti le fonti bicarbonato alcaline in Italia; notissima invece la fonte francese di Vichy. Il meccanismo d’azione delle acque bicarbonato alcalino-terrose è del tutto analogo a quelle delle bicarbonato alcaline per quanto riguarda lo stomaco ed il fegato, mentre rispetto al pancreas è diversa, anzi contrapposta, per inibizione della lipasi pancreatica. Le acque bicarbonato alcalino terrose calciche facilitano la coagulazione del latte ed attivano la digestione proteica della caseina. Di qui il loro impiego nella diluizione del latte vaccino per l’infanzia.

Numerose ed attive le fonti bicarbonato alcalino terrose calciche in Italia (Sangemini, Uliveto), nettamente superiori a quelle straniere, tra le quali la piú nota è la fonte di Evian (Francia). Passando a trattare delle acque solfate si ricorda che della loro suddivisione in diversi gruppi si è già detto nel paragrafo introduttivo. Qui si deve precisare che le solfate propriamente dette o solfatosodiche e le solfatoalcalinoterrose magnesiache hanno azione purgativa, già presa in considerazione dicendo delle acque salse di Montecatini, in realtà acque salsosolfato alcaline. Ci si sofferma sul meccanismo d’azione delle acque solfato alcalino terrose calciche e delle acque bicarbonato solfate. Le prime possiedono una tipica azione rilassante sulla muscolatura dei dotti biliari, inoltre azione attivante metabolismo lipidico a livello della cellula epatica Alla maggiore secrezione biliare è legato l’effetto sedativo, accentuato da azione rilassante del calcio sulla muscolatura liscia del colon.

Le stazioni termali italiane piú note sono Boario e Crodo. Le acquybicarbonatosolfate svolgono contemporaneamente, anche se in grado più attenuato, le azioni delle acque bicarbonato e delle solfate. Di qui la loro indicazione nelle affezioni del tubo gastroenterico e delle ghiandole annesse. Le fonti piú attive si trovano nelle stazioni termali di Chianciano, San Pellegrino, Recoaro, Bognanco, Saint Vincent, ecc.

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