Le sementi: mercati e prospettive

I sementi sono le strutture vegetative che servono nella coltivazione di un vegetale, spesso di più varietà, destinate all’ottenimento di nuove piante. Nell’agricoltura intendiamo come sementi non soltanto l’organo o il corpo riproduttore, vale a dire il seme, ma anche la porzione completa del vegetale che è idonea a formarne uno nuovo. In questa seconda categoria rientrano le gemme, i bulbi, i tuberi, i rametti innestati et cet.

Con questo metodo sperimentato da millenni è possibile ottenere copie fedeli delle piante dalle quali sono stati estrapolati, attraverso il meccanismo della propagazione. Ad esempio, basta interrare una patata e dal tubero nascerà una nuova pianta. La propagazione vegetativa è prevalente nel caso delle coltivazioni ad albero ed è molto diffusa nell’orticoltura e nella coltivazione dei fiori.

In Italia la legge considera specificamente come prodotti sementi, destinati alla propagazione, oltre ai semi veri e propri, anche i rizomi, i tuberi, i bulbi, destinati alla riproduzione spesso in massa delle piante. Mentre per la legge non sono sementi le piantine, le gemme, le piante vive, le barbatelle.

La produzione delle sementi delle singole varietà è attuata quasi sempre da imprese private o da consorzi a partecipazione pubblica, soprattutto quando ci troviamo di fronte a particolari specie tipiche di una particolare area geografica. L’agricoltura moderna se ne avvale in misura straordinaria. Per ottenerle si usano attrezzature specifiche che eliminano dalla semente desiderata, i semi estranei, i semi mal conformati troppo piccoli o troppo leggeri, le impurità inerti, in base a differenze di dimensione, forma, peso specifico, conformazione del tegumento e colore. La semente molte volte viene anche condizionata affinché acquisti particolari qualità molto apprezzate nel commercio.

Il mercato delle sementi è assai vasto perché il fabbisogno di nuove coltivazioni supera la dimensione aziendale standard. Il fenomeno si è allargato quando i nostri agricoltori hanno smesso di reimpiegare le vecchie piante per le nuove coltivazioni. Inoltre oggi si preferisce essere certi dell’origine delle sementi, capire qual è la loro genealogia e idoneità. L’agricoltore moderno deve avere piena fiducia nella qualità delle sementi. Nella realtà può accadere che egli resti deluso e danneggiato dalle frodi o dalle vendite di prodotti non idonei, sia per peso o quantità, ma soprattutto per qualità. La falsa dichiarazione circa l’origine e la provenienza delle sementi, spesso di qualità meno pregiata, è punita severamente dalla legge. Nel corso dell’ultimo decennio si è sviluppato anche un discreto mercato online. Per quanto possibile bisogna cercare di acquistare sementi certificate, di cui si conosce esattamente tutto.

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