Lebbra dell’olivo

La lebbra dell'olivo

Questo patogeno dal nome ben poco invitante è una delle principali minacce per l’olivicoltura italiana. Si tratta infatti di un fungo che va a colpire principalmente il raccolto, con tutti i danni che ne conseguono; ecco perché è importante esserne a conoscenza e soprattutto adottare le giuste strategie per prevenirlo.

Riconoscere i sintomi della lebbra dell’olivo

Con l’arrivo della stagione autunnale, quando iniziano a cadere le prime piogge abbondanti, si creano le condizioni ideali per lo sviluppo della lebbra dell’olivo (Gloeosporium olivarum), malattia di natura fungina che si riscontra solo ed esclusivamente su questa specie arborea.

I sintomi di questa patologia non passano certo inosservati: sulle olive iniziano a comparire grosse depressioni di colore scuro che tendono in breve tempo ad estendersi all’intero frutto. Successivamente sulle olive compaiono formazioni di colore rosato che rappresentano le strutture riproduttive del fungo; infine i frutti si disidratano e cadono a terra, dove rimangono come focolai dai quali possono svilupparsi nuove infezioni.

Anche le foglie possono essere colpite dalla lebbra dell’olivo, e in questo caso i sintomi sulle lamine sono macchie di colore giallognolo che poi imbruniscono. Le foglie colpite, infine, seccano e cadono. Una analoga sintomatologia si può osservare anche a livello dei rametti, sui quali compaiono macchie marroni.

I danni causati dal fungo

Dal momento che colpisce con particolare accanimento i frutti in via di maturazione, la comparsa della lebbra dell’olivo sulle piante può risultare estremamente deleteria ai fini del raccolto. Non solamente per via della caduta delle olive, ma anche per il fatto che quelle che rimangono sull’albero perché colpite solo parzialmente risultano inadatte alla produzione di olio. Quello che se ne ricava, infatti, è caratterizzato da un’elevata acidità, risulta piuttosto torbido e tende ad assumere sfumature rossastre.

Per quanto riguarda invece i danni a foglie e rametti, quasi mai questo fungo raggiunge soglie tali da arrecare gravi problemi alle piante.

Come si combatte la lebbra dell’olivo

La strategia di lotta più efficace contro la lebbra dell’olivo è rappresentata dalla prevenzione: bisogna infatti evitare che si generino le condizioni tali per cui lo sviluppo del fungo risulti favorito. Se per quanto riguarda gli aspetti climatici ottimali per la diffusione della malattia (piogge autunnali e temperature intorno ai 20°C) non si può fare ovviamente nulla, si può invece intervenire in modo efficace rimuovendo dal terreno e bruciando il materiale contaminato (olive, foglie e rami). In più è altamente consigliata una potatura della chioma che la renda ariosa e quindi meno soggetta alla formazione di microclimi caldo-umidi.

Qualora un’infezione fosse già in atto, per limitare il più possibile i danni è bene effettuare un trattamento a base di prodotti rameici e altri antifungini specifici.

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