Migliorare il raccolto nei frutteti

La macchina più sensibile per la raccolta della frutta e della verdura è stata da sempre la mano dell’uomo. Servirsene però è diventato un costo insostenibile oggi che è anche necessario far arrivare rapidamente grandi quantità di derrate deperibili sui mercati di tutto il mondo. D’altra parte la meccanizzazione in un settore di attività così diversificate rappresenta un problema di ardua soluzione.

Sotto la protezione dei rami degli alberi o delle spine dei bassi cespugli, o nascosti fra steli e fogliame, frutti e legumi delle specie più disparate costituiscono una sfida al problema di trovare un’unica soluzione all’operazione della raccolta. E i tecnici, accingendosi alla progettazione di macchine adeguate al compito loro richiesto, si trovano di fronte a un particolare svantaggio in quanto il materiale su cui devono studiare resta disponibile soltanto per brevi periodi dell’anno, mentre un agricoltore che abbia acquistato una macchina sbagliata può vedere facilmente il raccolto marcire a terra prima ancora che l’errore possa essere corretto. Tuttavia sono in corso di realizzazione alcuni sistemi avanzati, che in qualche caso rappresentano il frutto di una stretta collaborazione, fra ingegneri e botanici; non solo, infatti, si progettano macchine date al raccolto di certi prodotti agricoli, ma anche i prodotti agricoli vengono in qualche modo riprospettati per essere adatti alle macchine.

Le piantagioni di mele oggi, per esempio, possono avere l’aspetto di file di siepi attraverso i campi. Gli esperti della coltivazione delle mele piantano gli alberi a intervalli di circa mezzo metro, su file distanziata di tre metri e mezzo, fatti crescere in modo da presentare un fusto con rami alterali fino all’altezza di 2, 3 metri e con una larghezza di uno. Così una macchina per la raccolta delle mele, grazie agli sforzi dell’agricoltore, può lavorare su un obiettivo compatto e uniforme. Il modello ormai viene usato ovunque e consente un miglioramento complessivo della raccolta e quindi della resa di una piantagione. Fondamentalmente la macchina raccoglitrice è costituita da due telai laterali, collegati in alto mediante elementi telescopici che consentono di adattare la macchina a filari di piante di diverse dimensioni. Il guidatore sta sul punto più alto della macchina, la quale è datata di ruote posteriori motrici e di ruote anteriori sperabili che le consentono di passare da un filare all’altro. Un motore aziona la pompa, mentre le dita meccaniche frugano tra le foglie in cerca del frutto. Gli alberi sono naturalmente sagomati per permettere alla pianta di frugare in modo semplice, raccogliendo in modo differente dal tradizionale scuotimento (che è tipico della raccolta delle olive, per esempio). In questo modo si possono evitare di produrre danni notevoli alle mele che si danneggiano e che possono essere usate solo per le marmellate. Si recupera una buona percentuale del raccolto, apportando un miglioramento complessivo della resa del singolo frutteto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Continuando a usare questo sito, accetti i cookie presenti in esso Più informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi