Occhio di pavone

occhio di pavoneFra le diverse malattie di natura fungina che possono colpire l’olivo, l’occhio di pavone è quella più temuta per via dei danni causati. Su tutto il territorio italiano ma soprattutto nelle aree settentrionali è presente questo pericoloso fungo, che in questa guida vi spieghiamo come riconoscere e combattere.

Sintomi dell’occhio di pavone: ecco come riconoscerli

Questa patologia fungina, il cui nome scientifico è Cycloconium (o Spilocaea) oleaginea, colpisce solamente l’olivo e lo fa praticamente in tutte le sue parti aeree: foglie, piccoli rami e talvolta anche frutti.

L’occhio di pavone si riconosce per via delle tipiche maculature, di forma tondeggiante e del diametro di circa un centimetro, che determina sulle foglie. Tali macchie sono caratterizzate da una banda scura il cui interno è grigiastro; quando le condizioni climatiche si fanno particolarmente calde, si osserva frequentemente anche un alone giallastro. Dall’aspetto dei suoi sintomi si capisce perché la malattia si chiami proprio “occhio di pavone”: le macchie presenti sulle foglie infatti ricordano vagamente quelle del vistoso piumaggio dell’uccello.

L’infezione può colpire poi i rametti dell’olivo, prevalentemente quelli giovani e ancora poco induriti; anche su di essi si possono osservare maculature e colori simili a quelli descritti per le foglie. Infine, nonostante si tratti di un’eventualità non molto frequente, anche i frutti possono essere interessati dalla presenza del fungo: su di essi si osservano piccole macchie del diametro di pochi millimetri che assumono un colore brunastro e tendono a infossarsi.

I danni causati da questo fungo

Le foglie che presentano le caratteristiche chiazze dell’occhio di pavone hanno una vita piuttosto breve, poiché sono destinate a cadere poco dopo essere state colpite dal fungo. A causa della defogliazione la chioma progressivamente si dirada, facendo così entrare la pianta in uno stato di sofferenza che causa una riduzione significativa della produzione. I danni causati ai rametti colpiti non sono particolarmente preoccupanti, mentre per quanto riguarda le olive la loro qualità viene pregiudicata in modo irreversibile.

La prevenzione e il trattamento dell’occhio di pavone

È bene sapere che le condizioni favorevoli per il manifestarsi dell’occhio di pavone sono quelle primaverili ed autunnali, quando le precipitazioni non scarseggiano e le temperature sono miti. Poiché l’incubazione della malattia può durare settimane, talvolta anche mesi, e quindi i sintomi non sono visibili nell’immediato, si consiglia a scopo preventivo di effettuare trattamenti con prodotti antifungini sia a inizio primavera che a metà autunno. I prodotti da impiegare sono poltiglia bordolese, formulati con principi attivi rameici e ditiocarbammati.

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