Quando piove sabbia dobbiamo gioire

A volte capita che la pioggia non sia solo acqua, ma sia carica di sabbia, e lo notiamo sia dai vetri di casa che sono da ripulire sia dalla nostra macchina che pare sia appena stata al Rally del Sahara. Ma in realtà, anche se per alcuni è fastidioso, quando accade questo fenomeno specialmente estivo non dobbiamo che essere contenti.

È arrivato lo Scirocco

Capita molto di frequente, quando lo Scirocco arriva a farci vivere, di trovarsi con della polvere di solito rossa sulla nostra auto e sui vestiti stesi. Lo Scirocco, infatti, tende a portarsi dietro la sabbia del deserto del Sahara.

Sono ciò che rimane delle tempeste di sabbia, che portano in Europa dal Nord Africa tantissime tonnellate di polvere, fenomeno che nel futuro avverrà sempre più spesso. Naturalmente le zone più colpite sono Italia, Spagna, Grecia e in generale i Paesi mediterranei. Ma per capire l’espansione del fenomeno, basta dire che nel 1990 la sabbia del Sahara arrivò persino in Svezia, e si unì alla neve.

Secondo Stefano Guerzoni, ricercatore al CNR, la causa si deve alla desertificazione provocata dall’uomo. Infatti in Africa settentrionale il paesaggio ha subito molti cambiamenti per l’agricoltura intensiva che ha reso il terreno più poveri. Quando arriva la siccità, fenomeno tipico nel continente, le persone abbandonano le campagne che inaridiscono e donano al vento ancora più polveri.

Osservare questo fenomeno, però, è utile per capire i cambiamenti dell’atmosfera e anche per prevedere le conseguenze della desertificazione. Per questo sono fenomeni importanti, e importanti da osservare. I satelliti odierni permettono di controllare gli spostamenti, la grandezza della massa di sabbia, e anche capire la quantità di materiale trasportato.

Conseguenze inaspettate

Oggi in un anno ci sono di solito tra i due e i quattro episodi degni di nota, mentre una decina di fenomeni medi. Comunque gli effetti sono piuttosto interessanti, specie perché sono contrari: le masse grandi bloccano le radiazioni dirette del sole sulla Terra, e quindi ne diminuiscono il riscaldamento; ma d’altra parte le particelle sottili creano uno scudo che blocca l’uscita delle radiazioni riflesse, aumentando l’effetto serra.

Ma sicuramente ci sono anche tante altre conseguenze, ancora da scoprire. Le sabbie sono ricche di carbonati, e sono quindi utili a ridurre l’acidità della pioggia, utile per evitare di recare danni a foreste ed ecosistemi. E poi visto il fosforo, altro elemento contenuto dalle sabbie, fanno da nutrimento per le alghe presenti nell’oceano e che non hanno risorse sulla costa.

È quindi da capire, in conclusione, se la pioggia di sabbia sia più un aiuto o più un danno. Ecco perché insieme alle osservazioni dei satelliti, ai campionamenti dell’aria, il CNR e altre istituzioni raccolgono continuamente campioni marini tra Sardegna, Spagna, zona meridionale dello Ionio, Creta: sono dati che aiutano a vedere se ci sono segni di fertilizzazione delle alghe in seguito alle piogge di sabbia.

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