Prevenire è meglio che curare. I problemi di udito e la diagnosi

Come prevenire i problemi di uditoCome individuare e porre rimedio ai problemi di udito

I problemi di udito possono privarci dei piaceri più grandi come una conversazione con gli amici, per quanto a volte sia preferibile sprofondare nel silenzio. Mai come in questo caso è vero lo slogan “prevenire è meglio che curare”. Del resto, uno stile di vita improntato al benessere non dovrebbe trascurare i segnali di malessere, per piccoli che siano. Oggi i problemi di udito sono sempre più frequenti e le cause più comuni sono i traumi, le malattie infettive, l’uso di determinati farmaci, l’ereditarietà, l’età e l’esposizione prolungata ai rumori forti. Qualora non trattati, i disturbi dell’udito possono peggiorare. Ecco perché rivolgersi a uno specialista potrebbe essere una soluzione lungimirante. Gli apparecchi acustici, i farmaci, le cure naturali e la chirurgia sono da considerarsi i possibili trattamenti.

Problemi di udito: possibili cause

La perdita dell’udito in età avanzata colpisce un gran numero di persone, circa la metà quando si superano i 75 anni. Il disturbo uditivo interessa ambo le orecchie ed è progressivo al punto tale che è difficile decifrarne i primi segnali. Le cause sono da ricercare nei cambiamenti che colpiscono l’orecchio, quando non nel percorso nervoso tra orecchio e cervello. Tra le concause sono da annoverare il diabete e la pressione alta. Talora risulta complicato distinguere la perdita dell’udito connessa all’età da quella causata dall’esposizione prolungata a rumori. Ad ogni modo, i disturbi uditivi legati al rumore possono interessare un orecchio o entrambi, possono comparire immediatamente o tardivamente, possono avere carattere reversibile o irreversibile. Per esempio, non è infrequente il caso di adolescenti con problemi di udito causati dalla musica a palla. Si può dire che è rischiosa la lunga esposizione a suoni che superino gli 85 dB.

Problemi di udito: possibili sintomi

Si parla di ipoacusia se il deficit uditivo è tra i 20 e i 90 dB nell’orecchio migliore, si parla di sordità quando non si percepiscono suoni al di sotto dei 90 dB. Sicché, un udito che percepisca suoni fino ai 20 dB è considerato normale. L’alterazione e la distorsione dei suoni è uno dei sintomi che fanno suonare il primo campanello d’allarme. Diverso è il caso del disturbo legato a rumori intensi come può essere un’esplosione: la rottura del timpano è immediata e facilmente diagnosticabile. Una lunga esposizione può originare un’ipoacusia sotto forma di ronzio o di fischio. In seguito all’esposizione a rumori molto forti, pensiamo a un concerto, è possibile perdere l’udito soltanto temporaneamente. Beninteso, tra i sintomi di un’ipoacusia possono rientrare le vertigini, come avviene se si è affetti dalla sindrome di Ménière.

Problemi di udito: diagnosi e cura

In caso di dubbi è buona norma affidarsi a un otorinolaringoiatra. Ad esempio sul sito InfoUdito potete prenotare una visita da un esperto nel centro acustico più vicino alla vostra abitazione. La diagnosi inizia con l’ispezione dell’orecchio a mezzo dell’otoscopio e prosegue con una serie di test auditivi che hanno lo scopo di determinare la gravità del deficit. Il ricorso alla risonanza magnetica del cervello ha lo scopo di escludere possibili tumori. Individuate la causa e l’entità del disturbo di udito, va applicata la terapia opportuna. In particolare, l’otturazione dei condotti uditivi può essere risolta in ambulatorio, le infezioni andrebbero trattate con gli antibiotici. Il deficit uditivo legato a età o esposizione prolungata ai rumori può essere approcciato con l’impiego di dispositivi acustici. Sono stati messi a punto degli apparecchi così piccoli da risultare praticamente invisibili. Si ricorre in genere alla chirurgia quando le membrane del timpano hanno subito una perforazione o nel caso in cui gli ossicini siano caratterizzati da importante rigidità.

Problemi di udito: prevenzione

Per prevenire il deficit uditivo è buona norma limitare l’esposizione a rumori molto forti, ascoltare musica con gli auricolari portando il volume a una soglia che ci consenta di percepire suoni esterni, infilare le cuffie sul lavoro oppure i tappi se pratichiamo uno sport acquatico. In aereo potrebbe essere utile deglutire spesso, masticare una chewing gum o praticare la manovra di Valsalva, l’espirazione a glottide chiusa. Infine, si raccomanda una opportuna pulizia delle orecchie con l’impiego di acqua e sapone.

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