Si può morire di fame?

Si può morire di fame?Si può morire di fame? La morte per fame non è preceduta, come generalmente si pensa, da orribili scene di lotte atroci per la conquista del cibo. Infatti coloro che sono in preda ai tormenti della fame si rendono psicologicamente conto del loro destino e non si hanno perciò manifestazioni di esacerbazione e violenza.

Ad esempio, durante la seconda guerra mondiale, nel ghetto di Varsavia, si è constatato che i predestinati a morte per fame si erano addirittura offerti di lavorare con tutte le loro forze e con ardore e spirito di sacrificio che non ha eguale nella storia umana. Sotto l’aspetto fisiologico la morte per inedia e preceduta da sintomi ben precisi. La fame si manifesta prima con sete violenta e con aumento dei fenomeni urinari; l’urina può superare i cinque litri al giorno a causa dell’intensa disidratazione cellulare. Dopo circa quindici giorni si accentua la sensazione di fame e di sete, poi si attenua bruscamente e diviene persino impercettibile, mentre, nello stesso tempo, si assiste ad un fenomeno generale di dimagramento, molto rapido all’inizio. Il soggetto presenta uno stato di calma apparente che la vista di un cibo, anche immangiabile, può tradurre in un folle desiderio di nutrirsi che rasenta la collera piú frenetica. Tuttavia questa rimane dentro come fenomeno psichico senza manifestazioni esteriori trasformandosi poi in frustrazione ed abulia completa se il desiderio non viene soddisfatto.

L’individuo può dimagrire da 30 a 40 kg e presenta l’aspetto del canceroso vicino al trapasso senza piú grasso né muscoli mentre la pelle rugosa come una pergamena e secca si modella sulle ossa che sembrano venir fuori da essa. Si riscontrano altri fenomeni come turbe oculari per opacizzazione del cristallino, ed uditive per indurimento dei timpani. I denti cadono, si decalcificano e divengono molto fragili; spesso compare una carie acuta a rapida evoluzione mentre le unghie si ispessiscono, si screpolano, si fanno fragili e ci escono a un ritmo disordinato, sviluppandosi in lunghezza come fossero artigli. I muscoli si contraggono, il soggetto si piega su se stesso offrendo un aspetto simile a quello dello stato embrionale; intanto si manifesta un abbassamento della temperatura corporea, anche se non mancano eccessi di febbre a 40 °C ed oltre. L’organismo non trattiene piú i liquidi, si perde conoscenza e la morte sopraggiunge senza sofferenza. (Questi fenomeni sono stati rilevati fra i prigionieri nei campi di sterminio durante l’ultimo conflitto mondiale).

La supernutrizione

È l’abitudine ad ingerire piú cibo di quanto l’organismo richieda. Essa nasce dalla convinzione, radicata in molte persone, che la superalimentazione sia il metodo migliore per godere buona salute. Invece può essere causa diretta di molte malattie di cui l’obesità è la piú tipica. In medicina già da tempo sono stati rilevati gli effetti negativi di una superalimentazione, occorre ora far prendere coscienza dei pericoli cui vanno incontro tutti coloro che, per ignoranza o golosità, continuano a mangiare molto.

Come si diventa supernutriti?

L’abitudine a nutrirsi oltre i bisogni organici comincia molto presto: sono proprio i genitori che assillano i bambini costringendoli a mangiare ed a rimpinzarsi di cibo, rimproverandoli in continuazione se non hanno appetito e soffocando cosí in loro l’istinto alimentare equilibrato che i bambini hanno dalla nascita. Persistendo in questi errori alimentari nell’età adulta, si avvertiranno i disturbi tipici della superalimentazione che offriranno un terreno favorevole ad alcune malattie.

Supernutrizione e malattie

Il supernutrito spesso accusa fastidiosi gonfiori per aerofagia dopo i pasti, spasmi, crampi gastrici e digestioni interminabili con rigurgiti, bruciori ed iperacidità. Generalmente aumenta di peso, si impigrisce, accusa stanchezza ed è facilmente soggetto ad emorragie dal naso, emorroidi, raffreddori e bronchiti. Se in questa prima fase non si corre ai ripari adottando una dieta ipocalorica e bilanciata e praticando un intenso esercizio fisico, si avranno complicazioni ben piú gravi: il supernutrito andrà incontro ad invecchiamento precoce con disturbi cardiaci, diabete, epatopatia e sclerosi.

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