Studiare il clima

Studiare il clima

Il fondatore della geografia fisica in Italia, Luigi De Marchi, così precisa il clima di un paese: «il complesso di condizioni atmosferiche caratteristiche di quel paese, che lo rendono più o meno confacente ai bisogni e al benessere dell’uomo e allo sviluppo di quelle piante che gli servono». L. F. De Magistris, ai fini della geografia economica, definisce il clima in questi termini: «il complesso di condizioni atmosferiche atte a facilitare o ad ostacolare, in un dato paese con l’insediamento umano continuativo o temporaneo, la produzione o l’allevamento di determinati beni economici».

La climatologia

Particolarità del clima, che appare nelle ere geologiche (specie nel periodo Carbonifero), è l’uniformità; nell’epoca attuale la varietà. Le attuali nostre cognizioni sui clima reali delle diverse regioni della Terra sono molto disparate: se conosciamo abbastanza bene i climi dei paesi molto civili, per quelli di oltre % dei continenti si hanno solo dati approssimativi. La scienza dei climi, o climatologia, è un ramo della meteorologia e studia i fenomeni atmosferici da un lato più soggettivo degli interessi umani e quindi più che alle leggi bada ai fatti; più che alle cause dei fenomeni stessi bada agli effetti che essi possono produrre nelle varie regioni terrestri, tenuta presente la varia distribuzione di continenti e di mari, e le varie condizioni orografiche, idrografiche, di coltura, ecc.

Principale ufficio della climatologia è di raccogliere i valori normali dei diversi elementi meteorologici per tutti i paesi della Terra, come definizione dei rispettivi climi. Intanto è bene stabilire che si distingue un clima astronomico da un clima fisico o effettivo e che le variazioni climatiche sono in dipendenza della partecipazione che gli «elementi» del clima (calore, vapore acqueo, vento e pressione barometrica) hanno in una determinata località come funzione dei «fattori» del clima (latitudine, altitudine, masse d’acqua — fiumi, laghi, mari — rivestimento vegetale, distribuzione della pressione barometrica).

Viene distinto con il nome di clima astronomico quello dipendente dalla latitudine in conseguenza della maggiore o minore obliquità dei raggi solari dall’equatore ai poli, che ha portato alla divisione della superficie terrestre in zone chiamate di temperatura o astronomiche o climatiche, separate dai tropici e dai circoli polari. Infatti ciascuna zona riceve i raggi del Sole in modo diverso dalle vicine e ha quindi condizioni particolari di calore e di luce — e perciò condizioni di clima sue proprie — dovute a cause astronomiche.

Chiamasi clima fisico, o effettivo, quello che deriva sì dal clima astronomico, ma è poi per ciascun paese determinato nei suoi particolari dalla situazione geografica (specie l’altitudine e la distanza dal mare). Il clima fisico si differenzia da quello astronomico a seconda del grado d’influenza delle masse continentali e si ha così la distinzione in un clima continentale, con forti escursioni termiche, e in un clima oceanico, o marittimo, più uniforme.

Possiamo dividere gli elementi del clima in tre gruppi, a seconda delle proprietà fisiche dell’atmosfera:

  1. una delle proprietà più importanti dell’involucro aeriforme del nostro globo è quella di ritenere il calore del Sole e da ciò deriva la necessità di studiare la temperatura dell’aria;
  2. un’altra proprietà dell’involucro aeriforme è quella di rarefarsi, procedendo dal basso in alto, quindi gli strati più densi sono i più bassi. Ma la legge di questa rarefazione non è ovunque la stessa: in tutte le altitudini si trovano a contatto masse d’aria di densità differente, che causano forzatamente movimento d’aria e pertanto lo studio della densità o pressione atmosferica e quello dei venti devono essere posti di fronte;
  3. l’atmosfera infine contiene una certa quantità di vapore acqueo e ne assorbe costantemente, grazie all’evaporazione delle superfici liquide, mentre se ne libera negli strati alti, che sono più freddi, condensandosi intorno al pulviscolo atmosferico in nuvole, che precipitano poi sotto forma di pioggia.

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