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Fino al 15% di riduzione di CO2 grazie a Comuni e Province

Il messaggio della conferenza di Bologna sul clima
Bologna, 5 dicembre 2008 - In occasione della conferenza di Bologna “Il Clima delle città, le città per il clima”, il Coordinamento delle Agende 21 Locali ha presentato il risultato dell’analisi comparata tra i diversi metodi di misurazione di 9 Comuni, 3 Regioni, 3 Province con 50 parametri presi in esame. E fondamentale risulta il messaggio lanciato sui cambiamenti climatici in vista degli accordi europei sul pacchetto “20-20-20”: fino al 15% di riduzione di CO2 grazie ad interventi locali.

“In vista degli imminenti accordi europei ed in previsione del nuovo protocollo di Kyoto di cui si sta discutendo in questi giorni a Poznan, al quattordicesimo vertice ONU sui cambiamenti climatici, quantificare con un unico sistema di calcolo condiviso il contributo tangibile e concreto che gli enti locali stanno dando ormai da anni nella riduzione delle emissioni di CO2 è fondamentale per il nostro paese”- ha sottolineato Emilio D’Alessio, presidente del Coordinamento delle Agende 21 Locali Italiane. “Nelle amministrazioni locali esistono infatti ancora diversi metodi di misurazione degli effetti degli interventi attuati; per questa ragione il nostro impegno negli ultimi 6 mesi si è concentrato sull’analisi comparata dei diversi metodi di misurazione per arrivare a predisporre un modello condiviso che consenta di identificare l’apporto delle singole realtà territoriali”.

Gli interventi più frequenti? Quelli rivolti alla riduzione della CO2 attraverso una maggiore efficienza energetica, come la sostituzione delle lampadine dei semafori, l’isolamento delle pareti di edifici pubblici, la sostituzione con mezzi a metano o ibridi di quelli tradizionali, l’impiego di impianti fotovoltaici, l’incremento del risparmio idrico. Ma un fronte caldo è anche quello dispiegato sugli strumenti per l’assorbimento della stessa CO2, come la piantumazione di alberi in aree urbane e i rimboschimenti di aree agricole. La CO2 risparmiata varia: circa 1 t/anno per ogni veicolo tradizionale sostituito con uno a metano, 3,8 t/anno per ettaro di alberi piantati, 10 t/anno per un impianto fotovoltaico di potenza inferiore ai 20 kWh, fino ad arrivare alle circa 900 t/anno per l’installazione di una turbina idroelettrica.

“Nei diversi casi presi in esame nel progetto pilota del Coordinamento delle Agende 21 locali - ha messo in risalto Francesco Bicciato, vicepresidente del’associazione nazionale - la riduzione di CO2 arriva al 3,5% nei comuni di medie dimensioni, considerando solo le azioni svolte direttamente su edifici pubblici, mezzi di trasporto e illuminazione pubblica e al 3-5% di riduzioni a livello provinciale. In molti casi del resto abbiamo calcolato una riduzione delle emissioni che può arrivare addirittura al 10-15%”.

Nel suo intervento sulle forme di governance per affrontare i cambiamenti climatici, l’assessore all’Ambiente e allo sviluppo sostenibile della Regione Emilia-Romagna Lino Zanichelli ha dichiarato: "Per realizzare una governance compiuta degli interventi resi necessari dal rispetto del Protocollo di Kyoto e arrivare con dei risultati all'appuntamento sul clima di Copenhagen 2009, occorre che Regioni ed Enti locali siano coinvolti pienamente in questo impegno. Se infatti c'è un ritorno di attenzione politica e l'assunzione di precisi impegni per il clima da parte dei governi europei e internazionali - ha proseguito Zanichelli - non altrettanto si può dire del Governo italiano: lo dimostrano le sue recenti scelte in campo energetico e la volontà espressa fino ad ora di andare per conto proprio rispetto alle proposte della UE. In Emilia-Romagna siamo pronti ad assumere responsabilità concrete sui temi delle emissioni, dall'energia ai trasporti, e chiediamo al Governo un confronto altrettanto concreto”.