
Bologna, 23 giugno 2009 - Un’importante opportunità di lavoro e di reinserimento sociale per i detenuti, un’occasione concreta di tutela dell’ ambiente. Parte lunedì prossimo nel carcere bolognese della Dozza il primo di tre laboratori in cui i detenuti saranno impiegati nel trattamento dei rifiuti elettrici ed elettronici, per favorirne il recupero e il riciclaggio. Si tratta del progetto “Rifiuti elettrici ed elettronici in carcere” che coinvolgerà a breve anche gli Istituti penitenziari di Forlì e di Ferrara e che è stato presentato oggi a Bologna.
I laboratori (all’interno del carcere per Bologna e Ferrara e all’esterno per Forlì) saranno opportunamente allestiti e attrezzati per lo smontaggio dei RAEE, ovvero quei rifiuti quali lavastoviglie, lavatrici e computer che, se non opportunamente trattati, possono essere molto pericolosi per l’ambiente a causa delle sostanze che contengono, quali mercurio e piombo. Tale attività impegnerà complessivamente e in prima battuta 10 detenuti (ma l'obiettivo è aumentare rapidamente tale numero) per 30 ore alla settimana, con un’adeguata retribuzione e il concorso della contrattazione sindacale.
“Il progetto - ha spiegato l’assessore regionale all’Ambiente Lino Zanichelli - mette al centro persone in condizione di difficoltà, ma anche il corretto uso delle risorse naturali. Entrambi due grandi temi di civiltà e un esempio concreto di cosa significa fare sviluppo sostenibile, ovvero tenere insieme ambiente, economia e coesione sociale".
Frutto dell’iniziativa comunitaria Equal “Pegaso”, finanziata dalla Regione Emilia-Romagna con il Fondo Sociale Europeo - il cui obiettivo è l’inclusione socio-lavorativa delle fasce deboli - il progetto ha avuto una prima fase sperimentale tra la fine del 2007 e l’inizio del 2008.
Come ha spiegato l’assessore regionale al lavoro e formazione professionale Giovanni Sedioli “si tratta di un intervento che punta a creare le condizioni di una futura occupabilità dei detenuti, ma che costituisce un elemento di salvaguardia e di dignità già nella fase formativa all’interno del carcere”.
Ampia la rete degli Enti che hanno voluto e promosso il progetto: oltre alla Regione Emilia -omagna, il Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria di Bologna, il Gruppo Hera S.p.A., le Provincie di Forlì-Cesena, Bologna e Ferrara, i Consorzi RAEE Ecolight ed Ecodom, le agenzie di formazione professionale Techne Forlì-Cesena, Cefal Bologna, Enaip Ferrara.
Cosa prevede il progetto
La quantità di rifiuti elettronici ed elettrici che verrà trattata ogni anno, attraverso operazioni di bonifica e smontaggio, ammonta a circa mille tonnellate comprensive di “grandi elettrodomestici ferrosi” (circa 13mila lavatrici e lavastoviglie) e di piccoli elettrodomestici di uso quotidiano (ad es. computer, stampanti, ventilatori, phon, sveglie, aspirapolvere, giocattoli elettrici, etc.).
Raccolti in maniera differenziata e provenienti dalle stazioni ecologiche del Gruppo Hera, questi rifiuti, una volta trattati, verranno inviate agli impianti di trattamento finale per essere recuperati in valore percentuale pari a circa l’85%. Si stima che l’operazione contribuirà al risparmio di 2milioni Kwh di energia elettrica, a riciclare più di 660mila kg di ferro, 10mila kg di rame, 5mila kg di alluminio, 25mila kg di plastica.
La gestione dell’attività produttiva e il rapporto con le persone detenute vengono condotti dalle cooperative sociali IT2 a Bologna, Gulliver a Forlì, AmbientAzione a Ferrara, grazie al contributo progettuale e ai finanziamenti del Gruppo Hera e dei Consorzi RAEE Ecodom ed Ecolight.
Rifiuti elettrici: le novità della legge
Il decreto legislativo n. 151 del 2005, recependo le direttive UE, prevede nel 2008 l’obbligo di separare, raccogliere e conferire i RAEE in maniera differenziata, raggiungendo gli obiettivi quantitativi minimi di 4 Kg/ab anno. Nel corso del 2007 sono stati raccolti in Emilia-Romagna in maniera differenziata 13.158 tonnellate di RAEE, che significa una raccolta pro-capite di 3 Kg/ab. Per il 2008 i dati si attestano su circa 4 kg. In Emilia-Romagna sono presenti 115 impianti di messa in riserva per RAEE e 23 impianti di recupero.