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Legge regionale n.27 del 22/12/2009

11/01/2010 - L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha approvato il 22 dicembre 2009 il progetto di legge della Giunta per la “Promozione, l’organizzazione e lo sviluppo delle attività d’informazione ed educazione alla sostenibilità”. Un nuovo e importante strumento culturale, organizzativo e operativo per fare crescere la cultura e la pratica della sostenibilità. “L'approvazione della nuova Legge - ha sottolineato l’assessore regionale all’Ambiente e sviluppo sostenibile Lino Zanichelli - è molto importante perché l'Emilia-Romagna è stata la prima Regione italiana a dotarsi di una normativa in questo campo, con la Legge 15 del '96 che ha attivato sul nostro territorio 69 Centri di educazione ambientale e centinaia di iniziative dentro e fuori la scuola”.

L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha votato il 22 dicembre 2009 (favorevoli pd, sd, verdi, ps, pdci e prc; astenuti fi-pdl, lega nord e udc) un progetto di legge presentato dalla Giunta per la promozione, organizzazione e sviluppo delle attività d’informazione e di educazione alla sostenibilità.
Illustrando il provvedimento, la relatrice Daniela Guerra ha rilevato che esso si propone di raccogliere una preziosa esperienza e di ricontestualizzarla, aggiornarla, integrarla e svilupparla in un più ampio quadro di obiettivi e funzioni.
Il mutato contesto di riferimento delle problematiche dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile, l’evoluzione (in sede internazionale, nazionale e regionale) delle strategie informative ed educative, infatti, hanno reso opportuno un adeguamento della Legge regionale n. 15/1996 (Promozione dell’Informazione ed educazione ambientale).
"Non si tratta - ha affermato la relatrice - di una semplice variazione nominalistica, ma di un cambiamento che coinvolge strategie, attori, strutture, e la programmazione regionale di questo settore, come del resto anticipato e riconosciuto dall’Assemblea legislativa nel Programma Infea 2008-2010 (ottobre 2008)".

Sono quattro in sintesi le finalità e gli obiettivi che il nuovo testo di legge persegue:
1) assumere le nuove definizioni e l’evoluzione dell’educazione ambientale a educazione alla sostenibilità sancite da ONU e Unesco;
2) definire una nuova organizzazione del sistema regionale dell’educazione alla sostenibilità, ampliando i soggetti che vi prendono parte e precisando l’apporto specifico di ciascuno;
3) indicare le nuove funzioni delle strutture educative sul territorio (i Centri di educazione alla sostenibilità) e il ruolo delle reti di scuole per la sostenibilità, prevedendo nuovi criteri per il riconoscimento e promuovendo la razionalizzazione della loro presenza sui territori;
4) promuovere ai diversi livelli il coordinamento di tutte le educazioni (all’ambiente, alla salute, alla corretta alimentazione, alla sicurezza stradale e mobilità sostenibile, alla partecipazione, etc.), in coerenza con i principi del Decennio per l’educazione alla sostenibilità.

“L'approvazione della nuova Legge - ha sottolineato l’assessore regionale all’Ambiente e sviluppo sostenibile Lino Zanichelli - è molto importante perché l'Emilia-Romagna è stata la prima Regione italiana a dotarsi di una normativa in questo campo, con la Legge 15 del '96 che ha attivato sul nostro territorio 69 Centri di educazione ambientale e centinaia di iniziative dentro e fuori la scuola”.

L’assessore ha parlato di “una preziosa esperienza che ora aggiorniamo e sviluppiamo, per integrare l'educazione alla sostenibilità nei programmi educativi e nelle politiche pubbliche. Con questa legge - ha aggiunto - si salda pienamente la nostra politica, volta a far crescere conoscenza e consapevolezza delle persone, con il sistema delle regole e degli incentivi per lo sviluppo sostenibile.

Ma che cos’è l’educazione alla sostenibilità e perché è necessaria?

E' quello che Nazioni Unite, Unesco, Unione Europea chiedono a governi nazionali e locali: integrare l'educazione e lo sviluppo sostenibile nei programmi educativi e nelle politiche pubbliche.

"Un processo informativo ed educativo metodologicamente impostato - afferma Paolo Tamburini, responsabile del Servizio Comunicazione ed educazione alla sostenibilità della Regione Emilia-Romagna - è indispensabile per mettere le persone in grado di conoscere, elevare la propria consapevolezza, adottare e sperimentare scelte ponderate. Tanto più necessario in una società come l’attuale nella quale l’educazione informale esercitata dai media promuove comportamenti e consumi insostenibili per l’ambiente e la società".

"Siamo di fronte - prosegue Tamburini - alla maturazione di nuovi paradigmi scientifici, etici e politici. Ma soprattutto a nuovi contesti, opportunamente progettati, in cui giovani e adulti possono fare esperienza, imparare e mettersi alla prova misurando le conseguenze. Processi in grado di elevare la capacità critica e di autocorrezione, un saper fare coerente con il saper bene-essere".

"Se oggi - come ha dimostrato la ricerca Educazione ambientale 10+ - bambini, ragazzi e adolescenti della regione hanno una discreta conoscenza e consapevolezza dei problemi ambientali nonché una promettente propensione ai comportamenti pro-ambiente, è anche perché, certo non solo, in Emilia-Romagna soggetti pubblici e privati hanno investito con metodo e continuità nello strumento educativo, considerandolo integrato e coessenziale alle politiche pubbliche".

"Non vanno sottovalutate nemmeno le implicazioni economiche, oltre che culturali di questi processi: se i cittadini di Bagnacavallo, oppure di Castel S. Pietro consumano meno acqua ed energia, facendo bene all'ambiente e al portafoglio - dopo essere stati opportunamente informati e messi nelle condizioni di agire - è perché scientemente è stato proposto loro un processo di apprendimento e cambiamento dello stile di vita".

Strategie e programmi, sottolinea Paolo Tamburini, devono poter contare su un'appropriata organizzazione, strutture e strumenti funzionali alo scopo.
La nuova Legge, oltre a rappresentare un importante punto di riferimento culturale, definisce il percorso di integrazione, razionalizzazione e valorizzazione delle strutture sul territorio (i Centri di Ecucazione alla Sostenibilità) e delle reti di scuole per l’educazione alla sostenibilità e tra questi e le tante iniziative dell'educazione ambientale, alimentare, alla salute, alla partecipazione, alla sicuerezza stradale e alla mobilità sostenibile.

La nuova Legge sarà tra l'altro punto di riferimento e motore dei processi in atto di integrazione tra strutture, agenzie scientifiche, scuole, amministrazioni locali, così come tra i sempre più articolati temi, modi, luoghi e utenze dell'educazione alla sostenibilità che le sperimentazioni degli ultimi anni lasciano intravedere: progetti educazione, ambiente e salute, all'impresa sostenibile, alla cittadinanza attiva, curricolo ecologico, consumi e stili di vita, etc.

Oltre dieci anni fa, con la LR 15/1996, la Regione - tra le prime in italia - ha avviato un percorso che, alla luce dell’esperienza, ha dato buoni frutti. La nuova Legge sull’educazione alla sostenibilità può e deve consentire di continuare a fare meglio, mettendo in gioco e integrando nuove risorse umane e organizzative, nuovi metodi e luoghi in cui attivare il cambiamento responsabile e sostenibile.