Il progetto ha coinvolto innanzitutto le scuole, in particolare gli Istituti Agrari di Faenza,Imola eLoiano, impegnati aformare le nuove professionalità della produzione alimentare. Gli studenti hanno affrontato le problematiche della sostenibilità come processo di riferimento nella conduzione dell’azienda agricola in un percorso didattico lungo l’intero quinquennio del ciclo di studi. L’autonomia energetica dell’azienda agricola è stato uno dei temi approfonditi. Si è inoltre affrontato il tema del recupero delle risorse, dell’acqua reflua, recuperata e stoccata e resa idonea per l’irrigazione delle colture, dei rifiuti e dei residui massimizzandone il reimpiego nell’azienda, reinserendoli nella filiera per la produzione di energia dal campo alla caldaia utilizzando residui come potature o cascami vegetali.
In particolare, l’Istituto Agrario Serpieri, sezione staccata dell’IPAA Noè di Loiano, ha declinato il termine in relazione alla biodiversità del territorio, affrontando i problemi connessi alle Metodiche per la misurazione, ai criteri per la valutazione e le azioni per la conservazione della biodiversità, in un’ottica di gestione e pianificazione forestale in ambito montano. L’ Istituto Agrario Scarabelli - Ghini di Imola ha sviluppato - in parallelo - il tema nel contesto di una filiera agraria finalizzata alla produzione di energia, affrontando le problematiche disseminate lungo il percorso dal bosco alla caldaia.
La scuola di pratica agraria “Caldesi” di Persolino ha sviluppato un approfondimento su sicurezza, qualità e tipicità quali presupposti di salubrità in campo alimentare. Sono stati raccolti ed approfonditi i riferimenti normativi per operare correttamente nell’ambito dei regolamenti, delle convenzioni e dell’etica. Questo materiale è stato raccolto nel manuale per gli istituti agrari, Sicurezza alimentare e sostenibilità ambientale, redatto e pubblicato nell’ambito del progetto. Marchi, tracciabilità, manuali di autocontrollo, etichette, sono considerati e trattati alla stregua di strumenti necessari ai futuri operatori / produttori di alimenti genuini, salubri e di qualità. Si è delineato un insegnamento relativo ad una agricoltura con ruoli di tipo ambientale, territoriale ed economico sociale, rivolta anche a promuovere prodotti di qualità e a tutelare l’ambiente ed il patrimonio rurale anche attraverso misure agro-ambientali come l’agricoltura biologica.
La declinazione della sostenibilità non può trascurare le risorse essenziali per la vita: Acqua, Aria e Suolo. Purtroppo l’alterazione delle acque e dell’aria o la contaminazione del suolo vengono considerate inevitabili per supportare un fittizio benessere che non tiene conto della salute e della sua sostenibilità. La dimensione localistica della “Carta” nella considerazione del sistema acqua-aria-suolo che regola le condizioni di vita sulla terra, non può prescindere dalla collocazione in un contesto molto più ampio e diversificato. Per questo, nell’ambito del progetto ha trovato collocazione un convegno internazionale sul tema “Qualità dell’aria, dell’acqua e del suolo” tenutosi ad Imola nei giorni 24 e 25 giugno 2009.
Delineati i contorni teorici del termine, ci si è proposto di vedere come - nella quotidianità - la sostenibilità sia realizzabile in conduzioni aziendali capaci di reggere il mercato.
Si è pertanto coinvolto il mondo della produzione, non solo come soggetto economico che opera nel rispetto della sostenibilità, ma anche come laboratorio reale che innova e si rinnova e si rende disponibile per fare conoscere le proprie esperienze aziendali come esemplificazioni di sostenibilità applicata (definizione data da uno studente, durante una visita ad una azienda, ad una soluzione tecnologica che, integrando fotovoltaico e biomassa, permette all’azienda di ricavare reddito aggiunto dalla vendita di energia).
Ci si è quindi orientati ad una ricerca diretta sul campo, privilegiando nell’anno internazionale della biodiversità le aziende agricole che producono secondo metodiche proprie dell’agricoltura biologica o integrata e che vendono direttamente al pubblico secondo i canoni del Km 0.
La ricerca ha condotto all’individuazione di una serie di aziende nel territorio delle province di Bologna e di Ravenna che sono state inserite nel data-base di GeoL@b onlus. Il lavoro non è stato agevole ma il disciplinare di produzione, delineato a scuola, si è rivelato adeguato ed ha costituito un riferimento oggettivo per affrontare la specificità e l’articolazione delle aziende agricole. La complessità e l’ampiezza del territorio delle due province non hanno forse consentito di fare un lavoro completo, sono state comunque gettate le basi per la redazione di uno strumento utile ad avvicinare il consumatore ad una produzione circoscritta.
Se la “carta” è usualmente il supporto su cui fissare i concetti ed anche il mezzo per rappresentare l’esistente, la “carta della sostenibilità ” è tutto questo ma in modalità digitale. La “carta della sostenibilità ” rappresenta, al tempo stesso, la metafora e la sostanza del progetto. È la piattaforma necessaria per dare visibilità al data-base delle imprese con caratteristiche corrispondenti ai criteri di sostenibilità. Progettata, organizzata e gestita in modo flessibile e aggiornabile, raccoglie esperienze imprenditoriali che offrono prodotti e servizi ecosostenibili accessibili al consumatore finale, favorendo il contatto diretto con il produttore. Nell’ambito della “carta” si è voluto dare particolare risalto alle produzioni tipiche e tradizionali avvicinando i consumatori ai produttori.
Il data-base è collocato sul sito http://www.geolab-onlus.org/carta/indexProg.html ed è consultabile per Comune. I visitatori del sito possonotoccare con mano la sostenibilità , intesa come capacità di un sistema di mantenersi stabile utilizzando le risorse naturali ad un ritmo tale da consentire la loro naturale rigenerazione.
Le aziende sono state scelte autonomamente dallo staff di progetto, ed il data base si arricchirà di volta in volta con le segnalazioni dei visitatori del sito e su richiesta di adesione da parte di nuove aziende.
Le aziende individuate sono georiferite al sistema WGS 84 e quindi facilmente raggiungibili anche attraverso l’ausilio di un navigatore satellitare da chi può essere interessato alle loro produzioni. Una scheda sintetica definisce le caratteristiche essenziali dell’impresa agricola e delle produzioni acquistabili presso di essa. Per i comuni della collina sono state realizzate delle mappe che arricchiscono la quantità di informazioni già presenti su Google Earth. Il progetto è in fase di ampliamento e si opera per inserire le imprese agricole che oltre a produrre con criteri sostenibili, mettono a disposizione dei consumatori le produzioni.
Titolo
Carta locale della sostenibilità
CEAS capofila e responsabile del progetto
CEAS GeoL@b onlus di Imola (BO)
Referente
Giacomo Buganè
Partner, collaborazioni, risorse del territorio:
CEA Agricoltura Ambiente - Crevalcore (BO)
CEA Faenza 21 del Comune di Faenza (BO)
CEA Lab Ter del Comune di Cervia (RA)
DISTA Facoltà di Agraria Università di Bologna (BO)
Istituto Agrario “NOE’ di Loiano, Sezione Staccata IIS “SERPIERI” (BO)
ITAS “Scarabelli-Ghini” Imola (BO)
IIS “Scuola di Pratica Agricola F.C. Caldesi” Persolino – Faenza (RA)
Fondazione Cassa di Risparmio di Imola (BO)
Costo totale del progetto
€ 40.181.32
Tempi di realizzazione
dicembre 2008 - marzo 2010
Soggetti a cui è rivolto il progetto
Consumatori, produttori biologici, studenti, famiglie, cittadini.
Per maggiori informazioni:
tel. 347.4167571

