La vasta area protetta tra Emilia e Toscana comprende gran parte della montagna reggiana con gli imponenti massicci dei monti Prado, Cusna e Alpe di Succisio, che raggiungono i 2000 m, e le alte valli di Parma, Enza e Secchia, alle quali si contrappongono quelle toscane di Magra e Serchio. Il parco nazionale ha riunito precedenti parchi e riserve naturali sui due lati della dorsale appenninica, creando un'entità di grande valore naturalistico, paesaggistico e storico. Dalle cime si aprono grandi panorami su praterie di vetta, brughiere, boschi di faggio e conifere, valli profonde e impetuosi corsi d'acqua, tranquilli laghetti montani e preziose torbiere. Tra la fauna spiccano l'aquila reale e il lupo, da anni stabile negli angoli più selvaggi, e grandi mammiferi come cervo, cinghiale e capriolo, numerosissimi uccelli e anfibi di tipo alpino. L'incredibile varietà botanica del parco comprende specie endemiche e relitti glaciali, per la ricchezza di specie alcuni rilievi sono considerati veri e propri giardini botanici naturali. Le valli reggiane di Secchia, Riarbero e Ozola sono caratterizzate da orridi delimitati da ripide pareti arenacee, mentre più a est, nella valle del Dolo, si estendono i boschi di faggio e abete dell'Abetina Reale, un tempo di proprietà degli Este. Lungo il Secchia affiorano i gessi triassici e si staglia l'inconfondibile profilo della Pietra di Bismantova, di dantesca memoria. Le valli custodiscono tradizioni di rilievo, come quella dei Maggi, un'antichissima forma di teatro epico popolare, e la loro storia millenaria si esprime nei borghi montani e nelle testimonianze legate ai pellegrinaggi medievali o alla vita di boscaioli, taglialegna, carbonai e pastori. Molto sviluppata è la rete di rifugi e sentieri, da percorrere anche a cavallo o in mountain bike, con i centri visita e le stazioni sciistiche. Numerosi i prodotti tipici di qualità: parmigiano-reggiano e pecorino di montagna, pani e dolci rustici, castagne, mirtilli e altri frutti di bosco, miele e funghi.

