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Stirone

Stirone

Un torrente che scorre tra pareti ricche di fossili e, sulle alture, i castelli di Vigoleno e Scipione.
Carta di identità
Istituito nel 1988.
1855 ha di parco 525 di area contigua. Province di Piacenza e Parma. Comuni di Alseno, Vernasca (PC), Fidenza, Salsomaggiore Terme, Pellegrino Parmense (PR).
 
Foto di Apertura Parco Regionale Fluviale Stirone

Il parco istituito fin dal 1988 si sviluppa per 14 km lungo la valle dello Stirone, dove dagli anni cinquanta le attività estrattive legate alla realizzazione dell'Autostrada del Sole causarono una forte ripresa dei processi erosivi, portando alla luce strati ricchi di fossili attraverso i quali sono state ricostruite importanti fasi dell'orogenesi appenninica. Il torrente Stirone che serpeggia in un paesaggio agricolo, è affluente di sinistra del Taro, in cui sfocia poco prima che questi confluisca nel Po, segnando i confini tra le province di Parma e Piacenza. Il tesoro più grande del parco che affiora tra le rocce sono i fossili, soprattutto di molluschi e gasteropodi marini, testimoni di condizioni climatiche e ambientali assai diversi da quelle attuali. Il cuore dell'area protetta è il cosiddetto "museo all'aperto", tra San Nicomede e Laurano, il tratto più ricco di giacimenti fossiliferi dove il torrente scorre in un profondo canyon inciso nelle argille del Pliocene. Dal centro visite di Scipione Ponte si può compiere una interessante passeggiata paleontologica lungo il corso d'acqua, costellato da fossili di età progressivamente più recenti. Gran parte dei reperti ritrovati in zona sono esposti nei musei paleontologici di Salsomaggiore e Fidenza. Attorno boschi ripari e querceti collinari tra case sparse e piccoli borghi di impronta medievale. Le ripide pareti lungo il torrente sono un luogo ideale ove i variopinti gruccioni in estate scavano i nidi a galleria. Parte del patrimonio storico della valle sono il castello di Vigoleno, con la pieve romanica di San Giorgio, la fortezza di Scipione e la chiesetta di San Nicomede, dove secondo la tradizione sgorgava una sorgente salsoiodica. Proprio le acque sotterranee ricche di sale sono state sin dall'antichità una preziosa risorsa della zona, dove si sviluppò una vera e propria industria del sale; nell'Ottocento le loro proprietà curative furono alla base della crescente fama delle Terme di Salsomaggiore.

 

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