Secondo le stime del Comune di Milano, Area B interviene sul 65% delle emissioni atmosferiche che il traffico veicolare produce ogni anno in città, e lo fa con regole di accesso che ti riguardano se guidi a Milano.
Il motivo è sanitario: DoRS, l’Agenzia europea dell’ambiente e lo IARC dell’OMS associano l’inquinamento dell’aria a malattie gravi e a decessi prematuri. Le prove raccolte finora su quanto una zona a traffico limitato riesca a ridurre quel danno sono più scarse, e DoRS lo scrive apertamente.
Se ti muovi in auto fra Area B e Area C, la domanda pratica è chi può entrare, mentre quella ambientale è che cosa cambia nell’aria quando qualcuno resta fuori, e le due risposte arrivano da fonti diverse.

Perché il traffico pesa sulla salute di chi vive in città
DoRS, nell’ottobre 2023, ha associato l’inquinamento atmosferico a patologie cardiovascolari e respiratorie, a ictus, tumori e demenza. Anche bassi livelli di inquinanti, secondo la stessa fonte, recano danno alla salute, quindi il rischio che corri va oltre i giorni di allarme di cui senti parlare e comprende le giornate in cui l’aria ti sembra pulita.
Il Comune di Milano, sul sito di Area B, ricorda che lo IARC dell’OMS classifica l’inquinamento atmosferico come «sicuramente cancerogeno», in classe di rischio 1. La stessa pagina è più precisa per il particolato: la mortalità è correlata all’esposizione media annua al PM2,5, e a ogni 10 microgrammi per metro cubo di PM10 in più corrisponde un aumento del 22% nell’incidenza del cancro al polmone. Ti conviene leggerli come correlazioni, perché così li presenta il Comune.
Se allarghi lo sguardo all’Europa, il Comune ti riporta che nel maggio 2018 l’Italia è stata deferita alla Corte di giustizia dell’Unione europea per il mancato rispetto dei limiti di qualità dell’aria sul PM10. La procedura di infrazione sul biossido di azoto resta aperta.
Le prove raccolte in Europa
Le stime dell’Agenzia europea dell’ambiente, riportate da DoRS, associano all’inquinamento dell’aria 238.000 decessi prematuri per PM2,5 nel 2020 in Europa. La stima per il biossido di azoto è di 49.000. Sono dati continentali, riferiti a un solo anno.
Per capire che cosa ottiene una zona a traffico limitato, puoi partire dalla revisione sistematica di Chamberlain e colleghi, pubblicata su Lancet Public Health nel luglio 2023, che include 16 studi. Cinque su sei di quelli dedicati alle zone a basse emissioni riportano meno disturbi cardiovascolari nei residenti e nessuno un aumento.
Sei studi su sette sulle zone a traffico limitato di Londra, nella stessa revisione, riportano meno incidenti, sia totali sia in automobile. Uno studio su Stoccolma registra meno ricoveri infantili per asma. Le emissioni di CO2 del settore trasporti a Londra, secondo DoRS, sono scese del 13% nei primi sei mesi della Ultra Low-Emission Zone, introdotta nell’aprile 2019.
Prima di applicare questi risultati a Milano, devi tenere conto che vengono da città con regole e traffico diversi, e che su ciascun esito gli studi disponibili restano pochi, a volte uno soltanto.
Quali motori restano fuori dai confini di Area B?
Poiché secondo AMAT le zone a traffico limitato hanno lo scopo di preservare le aree della città più vulnerabili dal punto di vista ambientale, la ZTL a Milano regola l’accesso per categoria di veicolo. AMAT colloca Area B e Area C fra le Urban Vehicle Access Regulations, le norme che regolano l’ingresso dei veicoli nelle città europee. Ti riguarda quindi il motore che porti in città.
Se ti chiedi che differenza passa fra Area C e ZTL, risponde DoRS. La zona a basse emissioni limita l’accesso in base al tipo di veicolo e alla classe Euro, per ridurre l’inquinamento, mentre la ZTL classica lo chiude a tutte le categorie, salvo eccezioni, per ridurre il traffico intenso. Area C e Area B stanno nel primo gruppo, e DoRS le indica come esempio delle poche vere zone a basse emissioni italiane. Una ZTL classica, salvo eccezioni, ferma anche l’auto più pulita.
Stando al sito del Comune, in Area B il divieto di accedere colpisce i veicoli più inquinanti, i mezzi per il trasporto merci più lunghi di 12 metri, quelli che trasportano merci pericolose e i camion e gli autobus privi di sistemi di segnalazione dell’angolo cieco, salvo le eccezioni previste.
Se guidi un diesel, devi rispettare anche le limitazioni di Regione Lombardia sulle classi Euro, oltre alla disciplina di Area B.
Il calo delle emissioni è una stima del Comune
Il Comune, secondo L’Automobile dell’ACI del 24 giugno 2025, presenta la riduzione dei parcheggi e il potenziamento delle ZTL come un solo pacchetto per ridurre le emissioni e favorire pedoni, biciclette e mezzi pubblici. AMAT affianca il Comune nell’intero ciclo di vita delle ZTL, dalla definizione delle classi emissive ammesse, prima che una zona sia attiva, al monitoraggio dei risultati sui dati rilevati ai varchi.
Le cifre che puoi leggere su Area B sono stime. Fra il 2019 e il 2026 la misura riduce le emissioni da traffico di circa 25 tonnellate di PM10 allo scarico e di 900-1.500 tonnellate di ossidi di azoto. Il calo stimato per gli ossidi di azoto è del 4-5% l’anno fra il 2019 e il 2022 e dell’11% l’anno fra il 2023 e il 2026.
Le stime del Comune sul PM10 da traffico segnano un calo del 14% nel 2019, del 24% nel 2020 e del 21% nel 2021, con un dimezzamento nei primi quattro anni pari a 15 tonnellate. Non puoi sommare le 15 tonnellate alle 25 del periodo 2019-2026, che comprende anche i primi quattro anni, né leggere questi numeri come un miglioramento misurato dell’aria di Milano.
Se la letteratura, come scrive DoRS, resta poco corposa e inconcludente su molti esiti di salute, il suo dato solido riguarda l’effetto sulla qualità dell’aria. Le prove europee sulle zone a basse emissioni sono poche ma di segno favorevole, mentre per Area B il Comune pubblica stime calcolate sulle emissioni da traffico. Quando ti trovi davanti al prossimo bilancio di una ZTL, chiediti per prima cosa se parla di aria misurata o di emissioni calcolate.





