Ambiente: recuperare la terra al deserto

Il deserto in Sardegna: le dune di Piscinas

Il deserto in Sardegna: le dune di Piscinas

Prima ancora di migliorare le condizioni del suolo, installare impianti di irrigazione e piantare raccolti, una zona desertica sovente richiede lo spianamento, la sistemazione a terrazze e la realizzazione di siepi frangivento. In qualunque tentativo di recuperare il deserto a vantaggio dell’uomo, inoltre, si dovrebbe per prima cosa comprendere in che modo gli ecosistemi in esame e quelli circostanti verrebbero ad essere influenzati. Mancando questa comprensione si potrebbero aver conseguenze disastrose, non ultima l’effettivo espansione del deserto in aree che una volta sostenevano tutte le forme di vita. L’approvvigionamento dell’acqua rimane un problema di non facile gestione. La piovosità nei deserti non solo è bassa, ma anche estremamente irregolare. In alcune parti del Sahara, dove la media annuale è di 100 mm, si registrano periodi superiori ai 20 anni durante i quali non si verificano precipitazioni. La piovosità varia anche – nell’ambito della stessa zona desertica – da regione a regione, distinguendosi ciascuna di esse non soltanto per il proprio clima, ma anche per il tipo di vegetazione e di suolo che ne risulta. Nell’interno arido, le piogge sono rare e le rocce e la sabbia non consentono praticamente lo sviluppo di nessuna forma di vita. aree di questo genere costituiscono il 5% dell’intera superficie terrestre, escludendo gli oceani; attorno ad ognuna di esse si trova una zona di bassa piovosità, di solito associata a temporali. Il suolo di questa zona è povera, ma dove la sabbia si è raccolta ed è protetta dall’erosione vi sono alcune forme di vita vegetale che, non essendo resistenti all’aridità, hanno un ciclo biologico di sei -otto settimane. In una spettacolare fioritura multicolore, il deserto sboccia e poi appassisce come è capitato quest’anno nel Kalahari.

Le aree semi-aride soggiaciono al costante pericolo di diventare esse stesse parti del deserto a cui sono adiacenti. Esiste qualche discordanza di opinione sui motivi per i quali ciò accade. La constatazione che regioni in cui la vegetazione ora prospetta rigogliosa erano un tempo deserti ha incoraggiato un’ipotesi secondo la quale l’attuale espansione delle zone aride sia dovuta a fattori climatici. I sostenitori di questa teoria argomentano che se l’aria umida equatoriale viene ostacolata a muoversi verso il polo alla velocità con la quale è solita spostarsi in estate, le piogge monsoniche risultano meno cospicue e la fascia desertica tende ad avvicinarsi all’Equatore. Chi si oppone invece ritiene che si proprio l’uomo la causa più verosimile dell’allargamento della zona desertica. In passato, le foreste tropicali che circondavano il deserto furono diboscate con il fuoco e adibite a suolo agricolo. Quando la fertilità di un appezzamento si esauriva, i coltivatori si addentravano più profondamente nella foresta e ne diboscavano un’altra area. Lo stesso dicasi per gli appezzamenti destinati all’allevamento. Fenomeni di desertificazione in Italia oggi sono presenti nelle regioni meridionali, in Sardegna è presente l’area desertica più importante d’Europa (cd. Dune di Piscinas).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Continuando a usare questo sito, accetti i cookie presenti in esso Più informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi