pianurapadana

L’ambiente è definito dal complesso di caratteristiche ecologiche che valgono a qualificarlo e pertanto questo termine viene impiegato per riferirsi ad unità ecologiche fra loro molto diverse anche per estensione. Nella sua accezione più ampia, quando si considerino caratteristiche fondamentali molto generali, con questo termine si indicano due grandi categorie ambientali: l’ambiente terrestre e l’ambiente acquatico: talvolta si parla di ambienti semiacquatici o semiterrestri quando si considerino ambienti terrestri molto umidi come le torbiere, le mangrovie o le rive. Ciascuno dei due ambienti fondamentali viene a sua volta diviso in maniera varia in altri ambienti secondari che spesso corrispondono a determinati ecosistemi; nell’ambiente terrestre le grandi suddivisioni vengono indicate col termine di buona sulla base del tipo di vegetazione; nell’ambiente acquatico le suddivisioni vengono indicate come zone o dominio, ma si tratta sempre di ambienti. col termine di ambiente ci si riferisce alle unità ecologiche molto limitate (talvolta anche come estensione); ad esempio l’ambiente delle tane, dei tronchi marcescenti. Infine si può considerare ambiente di una determinata specie anche il luogo dove agisce, in questo senso ci si riferisce ad esso come habitat.

Ciascun ambiente è definito: a) da caratteristiche chimiche, come la salinità o il tenore di ossigeno delle acque, la natura dei suoli e delle rocce; b) da caratteristiche fisiche come temperatura, illuminazione, insolazione, umidità, piovosità, ecc, che valgono a configurare le condizioni climatiche di quell’ambiente; c) da caratteristiche biologiche cioè dall’insieme delle specie vegetali e animali che in esso vivono.

Ambiente terrestre
In esso si possono distinguere l’ambiente epigeo o di superficie e quello ipogeo o sotterraneo. L’ambiente ipogeo comprende sulla Terra un gran numero di binomi diversi a seconda del clima e del tipo di vegetazione, i quali possono essere raggruppati nelle seguenti categorie: forste, praterie, deserti. I principali biomi sono i seguenti:

Foresta tropicale

Dal clima caldo, umido, costituita da un gran numero di essenza arboree diverse e ricchissimo di fauna; si estende nella fascia intertropicale di tutti i continenti; è spesso indicata come foresta pluviale se le abbondanti precipitazioni avvengono in tutto l’arco dell’anno senza che vi si possa riconoscere una stagione secca.

Foresta Sclerofila

È la foresta sempreverde propria del clima temperato, caratterizzato da abbondanti precipitazioni invernali; in questo bioma rientrano vari ambienti, i più tipici dei quali sono: la macchian, che si trova nell’area mediterranea (con leccio, lentisco, molte Labiate) e che spesso è molto degradata. In Australia e in California ci sono equivalenti della macchia mediterranea con Eucaliptus e querce secolari.

Foresta temperata decidua

È propria delle zone con abbondanti precipitazioni soprattutto estive ed è molto estesa in Europa, nella parte orientale degli Stati Uniti e nell’Asia orientale, comprende querceti, castagneti, faggete.

Taiga

La foresta di conifere boreali (abete rosso, pino silvestre, larice) spesso associate a betulle ed ontani; essa, interrotta da radure erbose e da torbiere, è propria dei paesi nordici con estate fredda e umida ed è ampiamente estesa in Scandinavia, in Russia, in Siberia e nel Canada. I suoi elementi faunistici più interessanti sono l’alce, il wapiti, il lupo, le martore. Corrispondenti alla taiga sono le foreste di aghifoglie ad alta quota dei nostri monti, al di sopra delle foreste di faggio.

Savana

La savana è un bioma di transizione tra prateria e foresta. Si tratta di un’associazione di piante erbacee con alberi sparsi o a gruppi (in Africa, ove è molto estesa, gli alberi sono soprattutto acacie e baobab); fondamentalmente si tratta di un ambiente xerotermo cioè secco o con temperature elevate; in Africa è l’ambiente dominato dai grandi mammiferi, sia erbivori, sia predatori carnivori (elefante, giraffa, zebre, antilopi, leoni e iene).

Praterie

Caratterizzate anch’esse da scarse precipitazioni e da ampia escursione termina stagionale; la scarsa precipitazione non consente la formazione del bosco e la vegetazione è fondamentalmente erbacea. Le praterie sono presenti in tutto il mondo con denominazioni diverse: la prateria nordamericana, ormai ridotta a pochi lembi, dove dominava il bisonte. In Sudamerica i llanos del Venezuela e le pampas dell’Argentina, in Europa la puszta ungherese, le steppe dell’Europa orientale e dell’Asia centrale, i pascoli altomontani. Anche in questi ambienti conosciamo una vasta colonizzazione faunistica: grandi erbivori che vivono in mandrie come stambecchi, bisonit, bufali, antilopi et cet.

Brughiera

Presente soprattutto nell’Europa nord-occidentale e in Italia, nella pianura padana, ove sta per scomparire. Presenta vegetazione erbacea ed arbustiva soprattutto con eriche, il brugo, il mirtillo. Il suolo è povero, argilloso o sabbioso.

Deserti

Molto estesi, occupano vaste aree nel pianeta, caratterizzati da estrema aridità. Le piogge sono occasionali, sporadiche e non particolarmente violente, contrassegnati da un’escursione termica molto elevata e da venti improvvisi e impetuosi; la vegetazione è scarsa, spesso costituita da specie di piante succulente. I deserti possono essere di vario tipo, quali i deserti caldi come il Sahara, o freddi come quello del Gobi e sfociano nella steppa, attraverso fasce subdesertiche.