I segreti del trattore

Mentre le tenute agricole oramai si sono trasformate per recepire i cambiamenti su grande scala dell’economia mondiale, con il lavoro sempre più messo nelle mani meccaniche di una macchina agricola, l’uomo e il suo trattore costituiscono un binomio imprenscindibile del lavoro dei campi. Quasi un’immagine poetica che si staglia all’orizzonte, così riconoscibile da richiamare alla memoria i tempi in cui i contadini si affidavano ai muli e ai buoi.

Il cuore di ogni macchina è la sua fonte di energia e nel trattore parliamo di un potente motore, capace di generare dei cavalli di potenza lavoro estremamente potenti. Se la potenza di un trattore venisse trasferita in una normale auto, essa raggiungerebbe la velocità di 100 km/h in 3 secondi. Ma il trattore non ha la necessità dell’alta velocità, al contrario ha bisogno di spinta nella coppia. Il trattore infatti è chiamato a trainare grossi attrezzi da lavoro, per giornate intere, in condizioni atmosferiche a volte ostili, di inverno o in estate, a una velocità che può essere significativamente più bassa di quella dell’uomo. Purché sia efficiente.

Quale che sia la dimensione del motore e la sua configurazione, è una regola quasi inderogabile che debba essere alimentato a diesel (ovvero a nafta). I motori diesel hanno un rendimento superiore e un costo di esercizio più contenuto rispetto ai motori a benzina. In pratica succede questo: quando l’energia contenuta nel combustibile viene convertita in favore meccanico, il rendimento del diesel è superiore del 30% rispetto all’omologo a benzina, percentuale che tende ad aumentare se si conteggiano per intero i costi di locomozione.

La combustione nel motore diesel è più lenta che in quello a benzina, per cui la spinta esercitata dai gas sul pistone è più lunga e graduale. Questo riesce a donare al diesel quella caratteristica meccanica di spinta a basse marce, che è il suo vero e proprio punto di forza. Con la sovralimentazione inoltre si ottiene un 10-15% di forza in più a parità di consumo.

A differenza della auto, che hanno 5 marce, il cambio di un trattore è molto più segmentato nei rapporti. Questo numero consente di adottare velocità più favorevoli ed esercitare gli sforzi di trazione più elevati, combattendo ad esempio lo slittamento delle ruote, nei compiti più disparati, come il drenaggio, su terreni particolarmente ostici.

Le dimensioni e la forza del trattore dipendono in sostanza dalla necessità di mettere insieme rendimento e potenza, considerando che il lavoro dei campi non prende mai un giorno di ferie e il trattore è il fedele compagno che deve prendersi cura spesso di centinaia di ettari.

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