Italia, paese di polli

La carne di pollo è tra quelle più apprezzate in cucina. Carne bianca per definizione, viene considerata magari e in qualche modo più salutare della carne rossa di manzo o di maiale. Non tutti sanno che il nostro paese è un autentico leader nel settore della pollicoltura. Fino agli anni Cinquanta in Italia l’allevamento del pollo era a conduzione familiare. Chi aveva un cortile o un appezzamento di terreno ne approfittava per crescere qualche animale, farlo ingrassare e poi macellarlo. Era un allevamento selvatico: i polli si nutrivano dei resti dei pasti dell’uomo, di insetti e di semi di scarto. Naturalmente un sistema del genere, anche se diffuso su larga scala, non poteva portare a una produzione di massa, né a cambiamenti nel regime alimentare tali da poter imporre la carne di pollo sul mercato. Inoltre, rispetto all’allevamento di un capo di bestiame come una mucca, era molto meno remunerativo.

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Ma lo sviluppo di nuove tecniche di allevamento, ha portato all’esplosione del settore, grazie anche alla produzione di speciali mangimi e all’impiego di razze altamente selezionate per produrre carni ricche e nutrienti. In pratica, a un certo punto della nostra storia, abbiamo smesso di importare pollo e anzi siamo diventati i principali esportatori europei del settore.

Un pollo può raggiungere i 2 kg di peso entro i due mesi di vita, motivo per cui si è sviluppato l’allevamento in batteria. Le tecniche di allevamento sfruttano in modo completo un ceppo genetico, producendo in serie polli praticamente simili, che vanno incontro al gusto del consumatore. La differenziazione nelle tecniche e nella nutrizione, nonché nell’allevamento complessivo, avviene secondo i gusti del mercato.

Queste varie produzioni si possono produrre a livello intensivo sfruttando adeguatamente un criterio industriale di produzione. In ogni caso, sia che si mantenga una produzione per così dire familiare-artigianale, sia che si vada sulla batteria industriale, sono necessari dei capannoni perfettamente attrezzati, con una climatizzazione adeguata a che gli animali completino il loro ciclo di crescita.

Tutto questo percorso, sul quale influiscono la grandezza dei locali, la temperatura interna, la somministrazione dei mangimi, la cura rispetto ad alcune malattie e infezioni, ha diretta conseguenza sulla qualità delle carni. Gli esperti delle tecniche di allevamento sono concordi nel dire che la qualità di un pollo dipende principalmente dall’alimentazione. Le materie prime devono essere di qualità elevata (l’Italia porta vanto nella produzione di mangimi di grande qualità), ricchi di vitamine e minerali. In questi ultimi anni si sta ponendo molta enfasi sulla produzione di mangimi biologici, per far crescere i polli in un ambiente più naturale possibile, anche se le tecniche di allevamento e produzione sono assolutamente industriali.

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