L’uomo può provocare i terremoti?

Ogni anno migliaia di sisma colpiscono la terra. Per una strana combinazione di avidità e opportunità la maggior parte della popolazione mondiale vive in zone altamente sismiche. La terra fertile dei vulcani attira le persone, e i vulcani sono in genere distribuiti nelle fasce di scorrimento della placca terrestre. La cintura di fuoco del Pacifico unisce nel proprio destino la popolosa Indonesia, il Giappone, l’Alaska, la California, il Messico e il Cile. I vulcani delle Ande rispondono alle stesse sollecitazioni di quelli dell’Indonesia o della zona della Cascadia. Insomma, non dovremmo essere più sorpresi delle attività della Terra, ma hanno ragione coloro che dicono che anche l’uomo è in grado di provocare i terremoti?

Negli anni del confronto nucleare era noto l’effetto procurato dalle esplosioni nucleari sotterranee delle varie potenze. Una bomba da 1,2 megafoni fatta esplodere nel Nevada nell’aprile del 1968, diede origine a 30 piccoli terremoti distribuiti nell’arco dei tre giorni successivi all’esplosione. Le analisi delle onde sismiche fecero supporre che fosse stata riattivata una vecchia faglia che si trovava sotto la zona dell’esperimento. Anche la costruzione delle dighe può provocare questi effetti, anche se piccoli. Nel periodo di dieci anni la formazione del Lago Mead, creato sbarrando il fiume Colorado, negli anni ’30, provocò non meno di 6000 piccoli terremoti in una regione dove questi fenomeni sismici fino allora erano sconosciuti. Effetti analoghi furono osservati in India e in Cina.

Il caso più interessante di terremoto provocato dall’Uomo si ebbe sicuramente a Denver, nel Colorado, tra l’aprile 1963 e l’agosto 1967. Una certa quantità di acqua chimicamente contaminata, provenite dall’arsenale delle Montagne Rocciose, dell’esercito degli Stati Uniti, venne pompata in un pozzo a due miglia sottoterra. Sei settimane dopo, si verificò un terremoto. Le indagini successive rivelano che l’acqua sotto pressione si stava aprendo la strada a forza attraverso le crepe delle rocce già sottoposte a tensione. L’acqua lubrificava la roccia facilitandone gli spostamenti. Il ritmo con cui l’acqua veniva pompata nel pozzo, come si vide, aveva una relazione diretta con la frequenza dei terremoti. Due anni dopo che il pompaggio dell’acqua nel pozzo era stato sospeso, i terremoti cessarono. Per alcuni la conclusione era ovvia: l’acqua pompata nel sottosuolo provocava dei terremoti. La teoria venne messa alla prova nel 1970 sempre in Colorado, dai geologi del governo americano. La società petrolifera Chevron fin dal principio degli anni ’60 aveva iniziato a pompare acqua nel sottosuolo allo scopo di aumentare la produzione di petrolio, e la cosa, come già a Denver, aveva provocato una serie di piccoli terremoti. Estraendo invece l’acqua dal suolo avvenne, come previsto, che dopo pochi mesi i terremoti cessarono.

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