Perchè Marte è il pianeta rosso?

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Come la Terra, fa parte del sistema solare ed è il quarto in ordine di distanza dal Sole. Dopo Venere, il pianeta del sistema solare più facilmente individuabile dalla Terra è Marte. Questo per via di una grande luminosità relativa e del caratteristico colore rossastro, dovuto alle grandi quantità di ossido di ferro di cui è ricoperto che gli sono valse il nome di pianeta Rosso. E’ il quarto pianeta in ordine di distanza dal Sole e l’ultimo di quelli di tipo terrestre dopo Mercurio, Venere e la Terra. Dopo Marte, i pianeti cosiddetti gioviani sono composti principalmente da gas.

I sacerdoti astronomi babilonesi solevano chiamarlo Nergal, dal nome del dio della morte e della pestilenza. i greci lo hanno nominato Ares, come il Dio della guerra, mentre sono stati gli antichi romani a dargli l’attuale denominazione, in riferimento al dio delle battaglie.

Marte è il pianeta del sistema solare più simile alla Terra, pur presentando un’atmosfera rarefatta e temperature superficiali piuttosto basse. Sarà forse per questo motivo che risulta essere il più presente nelle opere di fantascienza, sia quale ambientazione di viaggi intergalattici sia come luogo di provenienza di extraterrestri, denominati, appunto, marziani. Probabile principale fautore di questo coinvolgimento letterario è stato l’astronomo italiano Giovanno Virginio Schiaparelli che nel 1877 ha creduto di scorgere sulla superficie di Marte una rete di canali, possibile opera idraulica di una specie intelligente. E’ stato poi l’astronomo statunitense Percival Lowell a diffondere idee a riguardo, al punto che i canali sono divenuti ricorrenti nella descrizione di fantasia del Pianeta rosso.

Nella letteratura di fantascienza

Fra le innumerevoli opere che vedono il coinvolgimento a vario titolo di Marte e dei suoi presunti abitanti, il libro più noto e significativo è considerato La guerra dei mondi di H .G. Wells, uno dei più famosi esempi di invasione extraterrestre nella letteratura. Pubblicato a puntate nel 1897 e in volume nel 1898, racconta di marziani crudeli e tecnologicamente progrediti, resistenti alle armi terrestri ma non ai batteri presenti nella nostra atmosfera.

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