Tignola dell’olivo

Tignola dell'olivoParassita diffuso negli oliveti di tutta Italia, la tignola dell’olivo è un lepidottero di piccole dimensioni eppure in grado di causare gravi danni alla produzione, attaccando nella medesima annata prima i fiori, poi i frutti e successivamente le foglie. Proseguite nella lettura per saperne di più su riconoscimento e strategie di lotta.

Tignola dell’olivo, ecco come riconoscerla

Da nord a sud, sull’intero territorio italiano le piante di olivo sono minacciate dalla tignola (Prays oleae), lepidottero le cui larve sono voraci divoratrici di tutte le parti aeree con particolare riferimento ai frutti.

Le larve della tignola dell’olivo presentano una livrea di colore marroncino chiaro-verdastro, con lievi striature di colore giallognolo nella zona ventrale e tendenti al verde in quella dorsale; la loro lunghezza è di circa otto millimetri.

Per quanto riguarda invece gli esemplari adulti, la tignola dell’olivo è una farfalla di piccole dimensioni (spesso non supera il centimetro e mezzo di apertura alare) che si riconosce per via delle sue ali di colore grigio argentato, il cui bordo è sfrangiato, con piccole macchie scure sul paio anteriore. Sebbene non siano gli adulti a causare il danno diretto alle piante, è importante saperli riconoscere al fine di debellarli prima che diano origine a una successiva generazione di tignole.

I danni causati dalla tignola alle piante di olivo

La tignola dell’olivo compie tipicamente tre generazioni all’anno; pertanto, dalla primavera all’autunno, può esplicare la sua azione dannosa sulle coltivazioni. All’inizio della stagione vegetativa compare la prima generazione di insetti che va a colpire i fiori dell’olivo nutrendosi delle loro strutture e pregiudicando così la loro fertilità. Indicatori indiretti della presenza della tignola sono i sottili fili sericei con i quali le larve rivestono i fiori.

Verso maggio-giugno compare la seconda generazione del lepidottero, la più pericolosa poiché si ciba dei piccoli frutti appena formati scavando nella loro polpa gallerie che arrivano a interessare anche il seme. Tali gallerie si riempiono di escrementi e causano successivamente la caduta delle olive.

Ma i danni non finiscono qui: in autunno, nel periodo che va da settembre a ottobre, appaiono gli individui della terza ed ultima generazione della tignola dell’olivo. Questi esemplari si nutrono delle foglie della pianta, erodendole con lunghe gallerie dalla tipica forma a “esse”, non disdegnando nemmeno i germogli, che in seguito all’attacco disseccano.

Come combattere la tignola dell’olivo

Alcuni insetti (es. ditteri sirfidi) sono predatori naturali della tignola dell’olivo, ma poiché la loro presenza potrebbe non essere sufficiente per contenere gli attacchi del parassita è bene sapere che esistono efficaci prodotti chimici da adoperare per difendere le proprie piante. Sulla natura e sulle modalità di impiego di tali prodotti rimandiamo alla consulenza di un esperto: ci si può recare in un negozio di giardinaggio ed orticoltura per farsi consigliare l’insetticida più adatto per debellare questo dannoso lepidottero.

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