I primi Centri di Educazione Ambientale (CEA), in Emilia-Romagna come nel resto d'Italia e in altri paesi europei, hanno cominciato nascere nella prima metà degli anni '80 (nella nostra regione le Università Verdi, il Centro Villa Ghigi, la Fondazione Cerviambiente), anche se strutture e attività di questo genere erano già state avviate nel decennio precedente (tra queste il CIREA di Parma, in ambito universitario, ma anche programmi di escursioni e soggiorni in natura proposti alle scuole da associazioni ambientaliste e comuni).
In Emilia-Romagna questa fase pionieristica, favorita dall'istituzione degli assessorati all'ambiente e delle prime aree protette, è stata segnata da un grande fervore di iniziative. Negli anni '90 molti nuovi centri si sono aggiunti ai primi, nelle città come nei piccoli comuni, spesso consorziati con altri contigui per dare vita a strutture e attività permanenti. In questo processo di consolidamento il profilo, le competenze e le funzioni dei centri, legati ad aree verdi urbane, musei, biblioteche, scuole, aree protette, fondazioni, associazioni, gruppi locali, si sono progressivamente precisati e qualificati, anche in virtù delle programmazioni nazionali e regionali (in Emilia-Romagna la L.R. 15/96).
Nel contempo si è notevolmente ampliato il ventaglio delle tematiche affrontate (dalla conoscenza della natura a tutte le principali questioni ambientali), delle utenze (dai rapporti quasi esclusivi con la scuola all'educazione permanente degli adulti), delle metodologie adottate (attraverso i processi di agenda 21 locale, la progettazione partecipata, le costanti relazioni con le comunità locali e il territorio).
In Emilia-Romagna oggi esistono 69 Centri di Educazione Ambientale sul territorio, accreditati dalla Regione sulla base di una serie di indicatori di qualità, che progettano e realizzano percorsi educativi, iniziative di formazione, materiali didattici e divulgativi e si occupano di documentazione e ricerca, informazione dei cittadini, comunicazione, mediazione culturale, assumendo in modo sempre più marcato le caratteristiche e le modalità di lavoro di una vera e propria rete, con frequenti momenti di riflessione e lavoro comune.

